Fotovoltaico, stop agli incentivi per gli impianti a terra
Il decreto sulle liberalizzazioni contiene un pacchetto riguardante l’agroalimentare. Tra le diverse misure presentate dal ministro Catania, una riguarda gli impianti fotovoltaici in ambito agricolo. La norma vieta l’accesso al sistema degli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati su terreni agricoli, facendo salve le autorizzazioni in corso. Al contempo vengono innalzati gli incentivi per gli impianti fotovoltaici sulle serre, ora equiparati a quelli realizzati su edifici. La decisione del legislatore sarebbe volta ad offrire un contributo per aumentare le risorse a favore delle aziende agricole per lo sviluppo di attività in serra, così da aumentarne competitività e crescita e nello stesso tempo impedire che il suolo agricolo venga sottratto alla produzione. La norma non impedisce la posa a terra dei pannelli: solo taglia gli incentivi. Il ministro fa sapere che l’obiettivo di tali provvedimenti è quello di assicurare lo sviluppo della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici, secondo criteri in grado di assicurare un corretto utilizzo dei terreni agricoli. Le radici del provvedimento, vanno probabilmente cercate nel fatto che la tecnologia fotovoltaica con cui si trasforma in energia elettrica l’energia associata alla radiazione solare, stando ai dati del Rapporto Statistico 2010 pubblicato dal gestore dei servizi energetici ha avuto negli ultimi anni una forte crescita sia in termini numerici che di potenza. Gli impianti (quintuplicati dal 2007 al 2008) sono più che raddoppiati nel 2010 rispetto al 2009 e la produzione è triplicata. Al 31 dicembre 2010, si contavano 155.977 impianti fotovoltaici installati con potenza efficiente lorda pari a 3.469,9 MW. A prevalere, gli impianti di grandi dimensioni che hanno raggiunto nel 2010 i 22,2 kW medi per impianto. In particolare al Sud (Puglia in testa), sono localizzate le strutture più grandi. A seguire Marche, Molise e Basilicata. Il dato assume ancora più rilievo per il fatto che a livello nazionale, sempre dal rapporto sull’energia, il 48% della potenza installata è da impianti a terra, quindi non integrati; il 22% da strutture parzialmente integrate ed il 30% da impianti integrati. Nelle Regioni del centro sud molti impianti sono a terra; conduce ancora una volta la Puglia (87%), seguita da Lazio (67%) e Basilicata (66%).
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