Barilla center for food and nutrition: "Italia rimandata in benessere"
Italia «rimandata» in benessere e in sostenibilità dal Barilla center for food and nutrition, che le assegna due voti insufficienti: 4,9 e 5,1 su 10. Il think thank emiliano, di cui ha fatto parte il premier Mario Monti fino al novembre scorso, ha presentato alla Commissione bilancio della Camera i risultati di tre anni di studio sugli indicatori alternativi al Pil. Al progetto ha partecipato l’economista Jean-Paul Fitoussi, che nel 2008 ha guidato, con i premi Nobel Joe Stiglitz e Amartya Sen, la commissione sulla misura della felicità voluta da Sarkozy.
Gli indici Bcfn partono dalla «convinzione che una quota rilevante del benessere delle persone dipenda dalle scelte alimentari, dallo stile di vita, dalla salute e dall’ambiente, che si aggiungono dai fattori tradizionalmente considerati come il Pil e il reddito», spiega responsabile relazioni esterne di Barilla, Luca Virginio.
Eppure non bastano alcune eccellenze italiane, per esempio nelle aspettative di vita in buona salute e in altri aspetti psicofisici e comportamentali, a reggere il confronto con gli altri paesi industrializzati: in Italia si sta peggio che in Danimarca, Francia e Stati Uniti. Sotto di noi nel benessere e nella sostenibilità c'è solo la Grecia ma, se si guarda alla sola sostenibilità (si tiene conto ad esempio della percentuale di fumatori e dell’utilizzo del'energia verde) sotto di noi c'è solo la Grecia. L’unica consolazione arriva da un sotto-indice del benessere: appunto l’aspetto psico-fisico e comportamentale, dove l’Italia si colloca al primo posto.
Il responsabile del progetto per Bcfn, Alessandro De Biasio, ha sottolineato l’importanza dell’indagine conoscitiva sulla misura del benessere, avviata dalla Commissione bilancio all’inizio dell’anno: «questo è un tema politico perchè cosa si va a misurare determina le scelte di dove si va a intervenire. Se le aziende prendono decisioni guardando solo ai bilanci trimestrali, vanno a rotoli», ha detto.
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