Allodi: «Fusione entro dicembre o salta tutto»
Pierluigi Dallapina
La costruzione del termovalorizzatore va avanti.
L'avvio dei lavori è atteso entro la prima metà del 2010, mentre il taglio del nastro è in programma per il 2012, come assicura il presidente di Enìa, Andrea Allodi. «Ora è in corso la gara per trovare l'impresa che realizzerà l'impianto - spiega - e ci vorranno fra i quattro e i cinque mesi di tempo in quanto è un bando a carattere europeo». Ma a preoccupare il presidente Allodi non è tanto il futuro del termovalorizzatore, quanto l'operazione di fusione fra Enìa e Iride, la multiutility di Genova e Torino.
«Se l'operazione non si chiude entro dicembre non si conclude più», ha ricordato ieri pomeriggio davanti ai membri della commissione consiliare Società partecipate. «E se non realizzeremo la fusione saremo costretti a leccarci le ferite per molto tempo», ha aggiunto in tono preoccupato.
Gli ostacoli all'operazione, a quanto pare, non mancano. La prima difficoltà arriva dalla Comunità europea che obbliga Iride a pagare 65 milioni di euro in riferimento ai dividendi distribuiti all'amministrazione pubblica nel periodo che va dal '96 al '99. Il pagamento di questa cifra considerevole farebbe diminuire il «valore» dell'utility rispetto ad Enìa - che a suo tempo aveva già pagato 8 milioni di euro per lo stesso motivo - facendo saltare il valore di concambio fissato a 4.2, sul quale si regge l'intera operazione di fusione. Ora infatti ogni azione Enìa vale 4.2 azioni di Iride, ma in futuro non potrebbe più essere così. Per risolvere questo problema i sindaci di Genova, Torino e Reggio Emilia - quest'ultimo con la delega dei primi cittadini di Parma e Piacenza - la scorsa settimana si sono ritrovati al Lingotto e hanno dato mandato ai legali per trovare gli strumenti di compensazione. L'ipotesi allo studio parla di un dividendo straordinario che Enìa dovrebbe distribuire agli azionisti prima della fusione con Iride. Ma in questo modo il valore dell'azienda diminuirebbe.
A complicare la vicenda - ricorda Allodi - arriva anche un decreto legge del governo, in base al quale le società quotate in borsa prima dell'ottobre 2003 possono mantenere le concessioni dalle amministrazioni a patto che la partecipazione pubblica nelle stesse società diminuisca al 30 per cento entro il 2012. Questo decreto crea ad Enìa un grosso problema, in quanto la società è entrata in borsa dopo l'ottobre 2003, e per questo dovrebbe andare a gara per tutte le concessioni (acqua, gas, rifiuti) già nel 2010, non potendo beneficiare dei vantaggi offerti alle altre utilities. «Nella loro riunione - aggiunge Allodi - i sindaci hanno dato comunque parere positivo al proseguo della fusione». Va avanti spedito invece il termovalorizzatore che, come spiega il presidente di Enìa, contribuirà a ridurre l'inquinamento grazie all'energia fornita alla rete del teleriscaldamento. «L'impianto - dice - incide sull'inquinamento solo per l'uno per cento, mentre il 60 arriva dal traffico e il 29 per cento dalle caldaie. Con l'estensione del teleriscaldamento potremmo ridurre l'inquinamento totale di 10-12 punti».
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