Parmigiano: la filiera deve essere più unita
Maggiore coesione tra le imprese della filiera, urgente revisione del ruolo del Consorzio e più coinvolgimento della grande distribuzione: queste le azioni più urgenti da mettere in campo per rilanciare il mercato del Parmigiano-Reggiano e affrontare le sfide future.
E' quanto emerso nel corso del convegno dedicato al «Re dei formaggi», organizzato dalla Camera di Commercio Parma in collaborazione con l’associazione Marketing Club. Il Parmigiano-Reggiano è un prodotto che ha secoli di storia, una storia che però oggi, cambiati i termini del confronto economico, dovrà essere riscritta, secondo presidente della Camera Andrea Zanlari. «Le sfide per il futuro sono impegnative, una di queste è rappresentata dai meccanismi di contrattazione che, ora come ora, non sempre rispecchiano i valori effettivi del prodotto».A raccontare come il Parmigiano-Reggiano stia uscendo da una crisi pesantissima durata 5 anni, è Giuseppe Alai, presidente del Consorzio: «C'è un’esigenza impellente di agire sul prodotto e il marketing deve contribuire a coordinare tutte le funzioni, dalla logistica, al packaging, al posizionamento di prezzo».
Corrado Giacomini dell’Università di Parma individua, fra i limiti dell’attuale situazione, proprio una divisione nella gestione del marketing fra Consorzio e imprese di produzione e commercializzazione: il primo si occupa di prodotto e promozione, le seconde di prezzo e collocazione. Di Gdo ha parlato Francesco Pugliese, direttore generale di Conad: «L'andamento nei nostri punti di vendita è in controtendenza rispetto alla media di mercato: il rapporto, a volume, tra Parmigiano-Reggiano e Grana Padano è 51%-49% grazie anche a un bel lavoro sul nostro brand».A. D. G.
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