Buongiorno ha 10 anni. E una nuova struttura
In principio erano solo delle newsletter, e a ripensarci oggi sembra archeologia. Ma l'idea di Mauro Del Rio era giusta, così come vincente è stata la capacità di adattarsi in tempo reale, anzi spesso anticipando il mercato, all'evoluzione della società multimediale. Quelle newsletter si intitolavano Buongiorno!, dietro quel nome oggi c'è il leader mondiale nei contenuti di mobile entertainment, con tanto di quotazione a Piazza Affari e un fatturato intorno ai 260 milioni di euro.
In dieci anni - la nascita risale all'inizio del 2000 - Buongiorno! ne ha fatta di strada da Parma a tutti gli angoli del mondo dove c'è «campo» per un cellulare, crescendo per linee interne ma anche per acquisizioni. E non pensa certo di fermarsi qui. La multinazionale celebra infatti il compleanno con una nuova struttura organizzativa per linee di business. L'obiettivo è quello di «rafforzare le competenze verticali e trasferirle nei 57 Paesi in cui opera per cogliere tutte le opportunità di un mercato dinamico e in continua evoluzione».
La nuova struttura si articola in quattro business unit, che riportano direttamente all'amministratore delegato Andrea Casalini: Business to Consumer, coordinata da Fernando Gonzalez Mesones (Madrid), con responsabilità di gestione dei prodotti a brand proprietario per gli utenti di telefonia cellulare; Business to Business, guidata da Pietro De Nardis (Parma), che comprende le piattaforme di CRM per gli operatori, la gestione delle lotterie via sms e l'area dei servizi di digital marketing per le aziende; New Business, gestita da Matteo Montan (Parma) a cui fanno riferimento il mobile social media Peoplesound, Hellotxt (il social network aggregator) e tutte le nuove iniziative in area mobile internet; e Technology and Delivery, diretta da Alessandro Gatteschi (Milano), a cui è affidata la responsabilità delle tecnologie alla base dei servizi e dei prodotti.
«La strategia - spiega Casalini - è da sempre basata su un mix di crescita organica, attraverso l’espansione in mercati contigui soprattutto all’estero, replicando modelli di business vincenti, basati soprattutto sulla relazione con tutti i maggiori operatori e su una piattaforma tecnologica di sviluppo proprietaria unica e all’avanguardia; e di crescita inorganica, finalizzata alla progressiva assunzione di competenze, attraverso una serie di acquisizioni mirate. L’acquisizione di iTouch, di carattere fortemente strategico e finalizzata a consolidare il mercato globale, è stata forse il passo più significativo».
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