La Turchia studia l'agricoltura dell'Emilia-Romagna
In questi giorni una delegazione della Turchia è impegnata in una serie di incontri per studiare il sistema ortofrutticolo emiliano-romagnolo, con i suoi mercati, centri di assistenza e progetti regionali.
L'iniziativa è promossa dall'Onu in un progetto finalizzato all’eliminazione dei gas nocivi all’ozono, usati tradizionalmente nel terreno e banditi dal Protocollo di Montreal (trattato internazionale volto ad eliminare dal commercio le sostanze che distruggono lo strato di ozono atmosferico).
L'obiettivo? Capire in che modo il settore ortofrutticolo dell'Emilia-Romagna affronti la questione ambientale e in particolare quali tecnologie e sistema organizzativo adotti. La continua ricerca per introdurre innovazione, la riduzione del volume di antiparassitari utilizzati, il numero consistente di analisi condotte volontariamente e dal servizio pubblico dimostrano un’attenzione complessiva che ha pochi riscontri.
«Abbiamo pensato all’Emilia-Romagna perché il suo modello di integrazione pubblico-privato nel campo della sostenibilità ambientale nel settore dell’ortofrutta è all’avanguardia - spiega Paolo Beltrami, dirigente di Onemedit, che ha organizzato la visita - Questa iniziativa può integrarsi con quella che la Regione sta portando avanti con la Turchia nell’interesse delle nostre imprese».