Bormioli, l'accordo rilancia il ruolo strategico di Fidenza
Nella giornata di giovedì è stato siglato in Provincia, come già anticipato, l’accordo per lo stabilimento di Fidenza della Bormioli Rocco. Si tratta di un accordo che va ad integrare e completare quanto già concordato nella precedente intesa relativa al Piano di ristrutturazione aziendale sottoscritta, sempre in Provincia, il 26 luglio.
Il nuovo accordo prende atto della necessità di incrementare ulteriormente l’efficienza e la competitività dello stabilimento fidentino e, a fronte di un maggiore impegno economico da parte aziendale in termini di investimenti produttivi (sono previsti investimenti per circa 25 milioni di euro nel periodo 2011-2013), ha rivisitato l’assetto organizzativo determinando con una ulteriore riduzione di organico di circa venti unità, che sarà gestita attraverso ammortizzatori sociali quali la Cigs e la mobilità.
Abbiamo quindi chiesto all’amministratore delegato, l’ing. Francesco De Bartolomeis, che guida il Gruppo dall’ottobre del 2005, di spiegarci la portata e il significato di questo accordo.
«Ritengo che si tratti - ha sottolineato De Bartolomeis - di un accordo molto importante per il futuro dell’unità di Fidenza e per l’intero Gruppo; esprime la volontà dell’Azienda di raccogliere le maggiori sfide che provengono da un mercato globalizzato, sempre più competitivo, e ribadisce sia la centralità di questa Unità come pure l’impegno di far sì che la Bormioli Rocco continui ad essere la prima e più importante industria vetraria italiana».
«Quando parlo di volontà dell’Azienda - precisa De Bartolomeis - intendo l’impegno congiunto di tutti: lavoratori, capi e dirigenti, nella consapevolezza che solo l’unità d’intenti verso precisi obiettivi può rappresentare la chiave del successo».
Lei parla di unità e di impegno comune, anche se quest’accordo è stato sofferto, in quanto a fronte di importanti investimenti sono stati chiesti ulteriori sacrifici alle maestranze.
«Capisco che per il sindacato e per i lavoratori questo accordo comporta anche dei sacrifici, e per questo rendo loro atto del senso di responsabilità e attaccamento all’Azienda dimostrato nel sottoscrivere l’accordo. Purtroppo queste modifiche sono necessarie sia per rendere lo stabilimento competitivo, alla stregua dei principali competitors del settore, come pure per non rendere inutili gli sforzi economici che si andranno a realizzare a favore dello stabilimento. Ma soprattutto si tratta di azioni necessarie a creare i presupposti per il futuro Aziendale e per tutte le famiglie che traggono reddito da essa, ponendo le basi per una sua crescita e evitando le delocalizzazioni da più parti operate».
Altro versante. I sindacati. Soddisfatti per come verranno gestiti gli esuberi ma preoccupati per la riorganizzazione aziendale e in particolare per i carichi di lavoro e la sicurezza. E’ questa la prima analisi dei sindacati dopo l’intesa raggiunta. «E’ vero – sottolinea Vincenzo Vassetta, segretario generale della Filctem Cgil di Parma –, l’accordo prevede una ventina di esuberi, ma saranno gestiti in modo soft e condiviso, con strumenti di mobilità e di accompagnamento alla pensione. Peraltro a fronte di un investimento fondamentale». Il vero problema, secondo il sindacalista è un altro: «Questi venti esuberi, che vanno ad aggiungersi a quelli previsti dall'accordo dell'anno scorso, si inseriscono in un nuovo accordo sulla riorganizzazione del lavoro che però presenta qualche problematicità. L’investimento è finalizzato a portare su Fidenza produzioni che non ci sono mai state: quando queste partiranno potrebbero presentarsi problemi».
Sulla stessa linea il pensiero di Germano Giraud, della Femca Cisl: «L’investimento è importante – conferma – ma ci lascia qualche perplessità sull’organizzazione aziendale futura. Questa è un’intesa che andrà monitorata a lungo. Di positivo c’è il fatto che gli esuberi saranno gestiti da accordi. Sarà invece nostro compito valutare che tutto proceda nel migliore dei modi».
Sull’importanza dell'accordo si aggiunge la voce del vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, che ha seguito le parti sociali al tavolo interistituzionale. «E’ positivo che il sistema del radicamento territoriale si rafforzi in vista di un investimento cospicuo pari a 25 milioni di euro. Fidenza diventa così il baricentro delle attività Bormioli», evidenzia Ferrari, assicurando che «la guardia resterà alta» sul dato occupazionale nella nostra provincia.
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