03/05/2011 -

Economia


Cedacri cresce nel 2010. E si rafforza in Italia

di Patrizia Ginepri
Nuove sfide per Cedacri, in un contesto, quello bancario, che sta ancora facendo i conti con la crisi. Intanto il bilancio 2010 è positivo e anche l'orizzonte di C-Global si rischiara, dopo l'accordo raggiunto in Toscana. Parliamo con il direttore generale Fabio De Ferrari.    
Iniziamo dall'accordo raggiunto alla C-Global. Si chiude così la vicenda del trasferimento a Collecchio dei 74 lavoratori toscani. Come siete arrivati a questa positiva soluzione?
Al momento l’accordo con Bassilichi non è formalmente concluso: ci sono oggi tutte le condizioni, ma stiamo attendendo che vengano espletate le procedure di carattere sindacale per finalizzarlo. Riteniamo che quest’accordo sia decisamente positivo in quanto soddisfa tutte le parti coinvolte: da un lato consente di dare ai lavoratori delle sedi toscane di C-Global una prospettiva diversa dal trasferimento e dall’altro permette al Gruppo Cedacri di perseguire il piano di riorganizzazione di C-Global definito lo scorso anno, con il consolidamento delle attività presso le sedi di Collecchio e Castellazzo Bormida e l’aumento della sua competitività attraverso tariffe più vantaggiose, per rilanciare la società e garantire la stabilità futura.
Quali sono i nuovi assetti in Italia e Moldavia?
Gli assetti del gruppo Cedacri non si discosteranno da quelli attuali. Siamo impegnati da anni a rafforzare la nostra presenza all’interno dei confini nazionali attraverso rilevanti investimenti: nel 2010 abbiamo effettuato oltre 50 assunzioni in Italia e stiamo investendo 13 milioni di euro per la costruzione della nuova sede di Collecchio, che a fine anno ospiterà oltre 700 persone. Stiamo poi potenziando, con un investimento di 4 milioni di euro, il Ced di Castellazzo Bormida, dove oggi lavorano circa 180 persone. Il Gruppo Cedacri conta inoltre quasi 40 risorse a Bari, 10 persone a Brescia e 100 risorse su Milano. In Moldavia siamo presenti infine attraverso le 150 persone in organico a Cedacri International, società che supporta il gruppo nello sviluppo di componenti software e nelle attività più operative legate alla gestione dei processi di back office. Nel futuro continueremo a investire in Italia e impiegheremo le risorse del nostro Paese nelle attività a maggiore valore aggiunto, che richiedono competenze progettuali e d’analisi particolarmente evolute; mentre alla consociata estera saranno progressivamente delegate le attività a minor valore, già oggi svolte da società esterne.
Il 2010 non è stato un anno facile per il sistema bancario. Qual è il bilancio di Cedacri?
Cedacri ha chiuso l’anno con un bilancio positivo. Nel 2010 il gruppo ha completato una prima, importante fase di riposizionamento e ha registrato una significativa espansione della clientela. Tutto ciò ha portato ad un fatturato di 178,4 milioni con un utile netto di 8 milioni per Cedacri Spa e a un fatturato consolidato di 253,3 milioni con un margine netto di 2,3 milioni per il gruppo nel suo complesso. Si tratta di risultati di cui essere senz’altro soddisfatti, visto che siamo andati oltre il budget previsto e che per di più l’abbiamo fatto applicando una riduzione generalizzata delle tariffe del 6% e riconoscendo un bonus ad alcuni nostri clienti più fedeli per sostenerli nei loro bilanci. Forti di tali risultati, partiamo con buone basi anche per il 2011, considerando che i clienti acquisiti nel 2010 esprimeranno compiutamente il loro potenziale a livello di fatturato nell’anno in corso.
Su cosa punta il gruppo, a livello di prodotti e tecnologie?
Cedacri è leader del settore e vogliamo continuare ad allargare il gap che ci separa dai nostri competitor. In quest’ottica stiamo investendo, oltre ai costanti investimenti annuali, 37 milioni di euro in un piano di evoluzione strategica dei sistemi volto a rafforzare ulteriormente l’eccellenza dei servizi che eroghiamo. Sul piano dei prodotti, continueremo a portare innovazione nelle aree determinanti per le banche: i canali diretti di relazione con la clientela, le soluzioni per la gestione dei crediti, le applicazioni per il controllo di gestione e la monetica. Sul piano delle strategie commerciali continueremo a seguire la direzione intrapresa con successo negli ultimi 12-18 mesi: crescita della clientela bancaria facendo ricorso all’attuale portafoglio di prodotti (strategia che nel 2010 ha portato ad esempio all’accordo con IWBank e Mediolanum), allargamento della base clienti in ambito non bancario grazie ai servizi di facility management (adottati lo scorso anno dal Gruppo Miroglio), espansione dell’offerta con nuovi servizi (si pensi a C-Card con le carte di credito o ai servizi di sicurezza fisica) e accento sull’offerta di outsourcing selettivo per le banche di medie dimensioni (strada già imboccata, ad esempio, da Carige e Credem).








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