Valeria Ottolenghi
Il pubblico dei ragazzi nella sala grande del Teatro al Parco si è lasciato conquistare presto, e con grande divertimento, dallo spettacolo di Ca‘ Luogo d’Arte «Locomotiva 1861. Appunti per un compleanno italiano», testo di Marina Allegri, regia di Maurizio Bercini, a cominciare dalla visione inaspettata, ad apertura di sipario, di una grande locomotiva in scena che, accesi i fanali, sbuffa, si agita... ma non parte! La metafora della macchina che non riesce più ad andare avanti si fa immagine concreta, il paese fermo, incapace di proseguire nel suo cammino. Cosa fare? Intanto è importante, cercando di riparare quanto non funziona, ripercorrere quanto è stato, la storia di una nazione dal suo nascere.
E si moltiplicano le sorprese, a grande velocità, con il treno che si apre, svelando all’interno un ambiente raccolto, con stufa, scaffali, tavolino, un’infinità d’oggetti. Tra questi anche quattro ritratti, i «papà» (Vittorio Emanuele II, Mazzini, Cavour e Garibaldi) dell’anziana signora che vive all’interno, Patria, chiamata poi, più affettuosamente, Patty, capace lei anche di ringiovanire e ballare leggera. Francesca Bizzarri, Dario Eduardo de Falco, Francesco Grossi riescono a moltiplicare le situazioni, anche animando i burattini nella baracca che si innalzerà dietro, circondata dalla bandiera tricolore, con i quattro «Padri della Patria» che lì, litigando un po’, sapranno anche cantare e ballare in felice accordo. Il panino con formaggio e mortadella servirà a festeggiare il compleanno del titolo. Tanti gli equivoci, i passaggi buffi. Patria/ Patty farà ascoltare le note dell’inno di Mameli: «Me la scrisse un giovane di ventun anni. Bello come te. Si chiamava Goffredo». Il pubblico dei ragazzi ride volentieri per trovate, battute, in questa teatralità mista che lascia spazio a numerose citazioni, dalla «Piccola vedetta lombarda» (con albero bonsai parlante), a Carducci e «Pinocchio». Ma se tema centrale è proprio la nazione italiana non può mancare, con la medaglia per chi ha sacrificato la vita, anche il tentativo di furto...
La storia si mescola con allegria, con il piacere di scherzare, tra numerose felici intuizioni. Mussolini è un grande burattino/ mascherone per quella notte «nera nera», con la lettera di un condannato a morte che saluta per sempre i propri cari, la Resistenza una scelta consapevole: per «la libertà di tutti». Si ha dunque voglia di riprendere il cammino con nuovo vigore. Ma: come fare con quella locomotiva irremovibile? Basta leggere le istruzioni: gli articoli della Costituzione. (Di nuovo stasera, alle 21, al Teatro al Parco. Per un pubblico dai 7 anni).
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