Cisco: "Sconfitti dalla vita ma vincitori per la Storia"
Giulia Viviani
Si chiama «Fuori i secondi» ed è l’ultima fatica di Stefano «Cisco» Bellotti, ex frontman dei Modena City Ramblers e ad oggi apprezzato solista al terzo album. «Un’evoluzione personale di musica e canto», lo definisce Cisco, che spiega anche il molteplice senso del titolo del disco: «C’è un riferimento pugilistico al momento in cui bisogna riprendere la gara, lasciando che i 'secondi', ovvero gli assistenti, abbandonino il ring. Voglio sottolineare il fatto che secondo me il tempo è finito ed è giunta l’ora di rimettersi in gioco. Infine, 'i secondi', sono anche i personaggi che sono stati in qualche modo sconfitti dalla vita, ma che la storia ha rivalutato come vincitori». Non ci si aspetti di trovare un disco che snaturi la vocazione del cantautore in materia d’impegno sociale e di riferimento al folk come punto fisso, ma nel nuovo disco di Cisco troviamo anche diverse sperimentazioni. A livello musicale scopriamo addirittura una vena di psichedelia: «È un disco molto diverso dai precedenti, anche a livello di scrittura e di canto. Ho voluto osare di più». Ma ciò che sorprende maggiormente sono le storie, i personaggi raccontati, gli sconfitti che hanno saputo rivalersi sul posto che la storia aveva loro assegnato: Antonio Ligabue, pittore matto, reietto che ha passato la vita in una baracca sulla golena del Po ma che ha lasciato capolavori assoluti: «Le sue tigri, i suoi galli - spiega Cisco - siamo noi con la nostra ferocia. Poi c’è Yuri Gagarin, il cui mito è stato in parte offuscato dall’impresa di Neil Armstrong; il maratoneta Dorando Pietri e la sua epica gara londinese: arrivò primo ma venne squalificato per essere stato risollevato dai giudici sulla linea del traguardo. Infine Augusto Daolio che ha lasciato un segno indelebile nella cultura musicale italiana, anche se le classifiche non sempre lo hanno premiato». Ma «Fuori i secondi» è anche un disco sull’Italia, quella sempre più lontana da «La dolce vita», titolo del primo singolo: «Il nostro è un Paese finito - sentenzia Cisco - ma c’è sempre speranza, come canto in 'Credo' e 'I tempi siamo noi'. Basta lamentarsi e subire, i tempi sono belli o brutti, a seconda di come noi li facciamo: questa è un po’ la mia filosofia di vita». Cisco sarà ospite con la sua band venerdì al Fuori Orario dalle 22.30; alle 20 apertura del circolo con buffet gratuito fino alle 21.15 in compagnia dell’artista.
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