Film recensioni - The Rum Diary
di Gianluigi Negri
«Il sogno non esiste. E’ solo una pozzanghera di sangue marcio che si sparge su tutto il mondo». Porto Rico, 1960: l’isola del desiderio, l’isola delle speculazioni, l’isola dove «sballare» per qualcuno significa cercare la verità. E’ proprio questo il problema principale di «The rum diary – Cronache di una passione»: oltre al suo non appassionare con la storia d’amore, il suo «deviare» dai tratti annunciati e dichiarati (ampiamente spiegati sui titoli di coda) di un personaggio che non dimostra di essere romantico nemmeno con il proprio mestiere. Johnny Depp ha voluto a tutti i costi interpretare Paul Kemp, giornalista creato dallo scrittore Hunter S. Thompson, al punto da produrre quello che, a tutti gli effetti, ha il sapore del film sbagliato, incentrato su un personaggio «sbagliato». Perché la voglia era quella di giocare alla «Paura e delirio a Las Vegas» (sempre tratto da Thompson), con droghe, alcol e donne, senza capire che quando un giornalista si batte contro le ingiustizie (almeno al cinema) deve farlo fino in fondo. Non basta essere l’unico che prova a fare questo mestiere in un giornale in cui nessuno lo fa: ci vuole la «voglia» di impugnare la penna con la stessa (in)dipendenza con cui ci si attacca al collo di una bottiglia o si abbraccia una donna bellissima, biondissima, che prende il sole nuda (la Amber Heard di «The ward»). E allora «The rum diary», film allucinato ma non visionario, probabilmente, in maniera allucinante, racconta la storia di ciò che non racconta. Una caduta mascherata da rinascita. La fine di un sogno che segna un nuovo inizio. Viene voglia di bere un bicchiere. O più d’uno. Per dimenticare.
| -THE RUM DIARY – CRONACHE DI UNA PASSIONE |
REGIA: BRUCE ROBINSON
SCENEGGIATURA: BRUCE ROBINSON
INTERPRETI: JOHNNY DEPP, AARON ECKART, AMBER HEARD, MICHAEL RISPOLI, RICHARD JENKINS, GIOVANNI RIBISI
GENERE: DRAMMATICO
Usa 2011, colore, 2 h
DOVE: THE SPACE BARILLA, THE SPACE CINECITY
GIUDIZIO: ●●●●● |
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