02/06/2009 -

Spettacoli - Gossip


Schiaretti: «Che magìa cantare con Cocciante»

di Pierangelo Pettenati
Riccardo Cocciante ha dato l’addio ai palcoscenici (non certo alla musica) con un ultimo, grande concerto sabato all’Arena di Verona; in futuro, ha dichiarato, «Non credo che farò mai più dei tour. E dico basta anche alla routine dei dischi da sfornare solo per obblighi contrattuali. Ora voglio scrivere soprattutto opere popolari». Sul palco veronese c'era anche il felinese Gian Marco Schiaretti, Mercuzio nell’opera «Giulietta e Romeo», scritta da Cocciante dopo il grande successo di «Nôtre Dame de Paris». Per l’occasione, Gian Marco ha avuto il doppio ruolo di solista e corista, come ci ha raccontato: «Ho cantato con Riccardo Cocciante in tre brani di “Giulietta e Romeo”: “Gli occhi negli occhi”, “Mercuzio, Tebaldo e la spada” e “Com'è leggera la vita”. Poi, con il cast intero, ho supportato il coro nei pezzi di Cocciante solista. Ha presentato tutto il suo repertorio, introdotto da “Verona”, un’altra canzone da Giulietta e Romeo, come saluto alla città. Ha mescolato le due produzioni per sottolineare il fatto che è sempre lui l’autore».
 Avevi già cantato all’Arena con l’opera; com'era l’atmosfera rispetto alle altre volte?
«Veramente incredibile. C'era un’Arena insolita, piena all’inverosimile, il pubblico era calorosissimo e ha rivolto a Cocciante almeno una decina di standing ovation; finiva le canzoni e tutti si alzavano in piedi, rapiti anche dall’allestimento con 140 artisti sul palco».
 Quali sono state le tue impressioni nel cantare in una cornice simile?
«E' stata un’emozione grande. Quando canti nell’opera hai la responsabilità del personaggio, perché devi dargli un’anima e un carattere; cantare con Cocciante ha reso tutto ancora più forte».
 Hai avuto da lui qualche consiglio, qualche complimento?
«Mi ha sempre impressionato la sua generosità, ma quel che più mi ha fatto piacere è stato quando mi ha detto che tanti artisti, quando sono sul palco, non riescono a manifestare tutto il loro potenziale, mentre io riesco ad accentuarlo».
Come ha vissuto Cocciante questo suo particolare momento?
«E' una persona molto umile, e la sua umiltà si è percepita nell’allestimento del concerto. Era emozionato, sentiva il peso della responsabilità e la sua emozione ci ha conquistato. Lui è il maestro dell’interpretazione e ha dato il meglio».
 Quali sono i tuoi prossimi impegni?
«Ci aspetta un’estate lavorativa per “Giulietta e Romeo”, perché è in preparazione il film musicale da girare a Verona. Poi ci saranno le prove del nuovo allestimento per la tournée internazionale del 2010, che ci porterà fino all’Expo di Shanghai. E anche all’estero canteremo in italiano».
Hai iniziato con gli spettacoli in paese e sei arrivato ai musical internazionali: come è stato il passaggio?
«Non ho avvertito il cambio, perché quando ti guida la passione cantare tra amici o con Cocciante non cambia. Cambia il contesto e la maestosità della produzione, ma la passione ti spinge sempre a dare il meglio. Anche in questo, ci è stato di aiuto nel non farci sentire troppo il peso e ci ha insegnato che se saremo generosi, il pubblico sarà a sua volta generoso».
 Ci sarà occasione di vederti in zona?
«Speriamo di venire a Parma, magari con un allestimento di “Giulietta e Romeo” in Pilotta, come per “Notre Dame de Paris”».

 

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