Giovani e big sullo stesso palco. Talenti a contatto, anno secondo
Grande attesa per «Talenti a contatto», rassegna estiva che vede protagonisti alcuni tra i principali artisti internazionali insieme a giovani talenti emergenti del panorama locale. Dopo il successo dell’anno scorso, anche la seconda edizione si preannuncia ricca di serate che sapranno spaziare tra generi musicali diversi.
La manifestazione, promossa dall'assessorato al Benessere e alla creatività giovanile e organizzata da Novecento, con la collaborazione di Gran Caffè Orientale e Parmamusica, si tiene al parco Eridania, a fianco dell’Auditorium Paganini. E' inserita nel programma di iniziative «Young Zone» (www.youngzone.it).
«La rassegna – sottolinea l’assessore Lorenzo Lasagna – si conferma, ancora una volta, un appuntamento nel segno della qualità: un laboratorio capace di fare incontrare l’esperienza di artisti affermati con l’entusiasmo di giovani emergenti». Le serate saranno sempre aperte alle 19 da happy hour con dj set. A seguire, intorno alle 21, seguirà il concerto a ingresso libero.
Il primo appuntamento è in programma mercoledì con «Contemporary Blues», concerto di Mike Sponza & Joyce Yuille Project, e ad aprire la serata Emile Rivera. Yuille è una cantante che ha lavorato con artisti del calibro di Gloria Gaynor, Andrea Mingardi, Chaka Khan.
Il secondo concerto è in programma sabato prossimo, con un live acustico di Omar Pedrini (ex leader dei Timoria). Sabato 11 luglio festa spagnola con il Gipsy Trio, Simone Valeo, Corrado Caruana e Giuliano Ruzzi. Venerdì 24 luglio, Music Meeting con Alberto Radius (chitarrista, noto per la collaborazione con Battisti) & Paolo Schianchi, parmigiano, chitarrista di fama internazionale.
Gran finale martedì 4 agosto con Classic-latin-project, con i Controluce: Paolo Manfrin (violoncello), Giuliano Cremonesini (flauto), Marianna Storelli (fisarmonica), Elio Baldi Cantù (pianoforte), Giuliano Nidi (contrabbasso), Sandro Ravasini (batteria) e Antonella Montali (voce). Attraverso l’ensemble strumentale e gli arrangiamenti, il pucciniano «Un bel dì vedremo» sarà trasformato in «world fusion», i brani originali multilingue in un’avanguardia del tango e l’aria «Plaisir d’amour» in uno standard jazz.