Cristiano De André: "Per me è più difficile cantare mio padre"
Dopo la morte di mio padre per un lungo periodo non sono riuscito ad ascoltare le sue canzoni, dopo pochi secondi avevo il groppo in gola. Ho attraversato un periodo difficile, in cui mi sono allontanato dalla musica. Poi, poco a poco, ho ripreso contatto fino alla decisione, peraltro difficile, di fare un tour cantando le sue canzoni». Così Cristiano De André spiega la scelta di interpretare dal vivo i leggendari brani di suo padre Fabrizio in una tournée che, iniziata il 28 giugno dallo Sferisterio di Macerata, sabato farà tappa nel Cortile della Pilotta per la rassegna «Sotto il cielo di Parma» (info: 0521 039399).
«Per questa avventura - racconta Cristiano - ho accanto alcuni amici che conosco dagli anni '80 e che hanno lavorato con mio padre: dagli organizzatori del tour al regista dello spettacolo fino al fonico. Ho scelto di cambiare musicisti e anche di rileggere alcuni dei brani, anche se ci sono dei pezzi di mio padre che sono intoccabili. Per questo lavoro di rilettura mi sono affidato a Luciano Luisi, direttore artistico di questo progetto che, nelle mie intenzioni, musicalmente parlando, avvicinerà le canzoni di papà all’universo che sento più vicino, quello di Coldplay, Verve e, soprattutto, Peter Gabriel, che considero il nume tutelare della mia musica».
Al tour estivo, che ha un’impronta «più d’impatto», ne seguirà uno invernale più adatto ai teatri. Scegliere i brani da inserire in scaletta non è stato comunque facile: «Mio padre ha scritto più di 200 canzoni. Alcuni titoli li ho scelti perchè li ho visti nascere, altri perchè sono legati a bei ricordi. Ci sarà anche 'Cose che dimentico', l’unico brano che abbiamo scritto insieme e che è legato a un episodio divertente. L’anno prima, il 1993, ero arrivato secondo a Sanremo con 'Dietro la porta', vincendo il premio della Critica. Riuscìi a convincere mio padre, del quale credo sia inutile ricordare l’allergia al festival, a farmi presentare 'Cose che dimentico' alla commissione di Sanremo. Il bello è che il pezzo fu scartato, Il direttore artistico era Pippo Baudo. Con mio padre non parlammo mai più dell’episodio, ma credo che non l’abbia mia mandato giù e probabilmente non me l’ha mai perdonata».
La scaletta è una collana di capolavori: tra i brani figurano «Megu megun», «Ho visto Nina volare», «Don Raffaè», «Smisurata preghiera», «Creuza de mä», «Fiume Sand Creek», «La canzone di Marinella», «Amico fragile», «Il pescatore», «Amore che vieni amore che vai».
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