17/08/2009 -

Spettacoli - Gossip


Savi, un parmigiano alla corte di Woody Allen

Stefania Provinciali
Uno scenografo parmigiano  alla corte di Woody Allen. È Carlo Savi, membro  dell’Accademia di belle arti di  Parma e noto a livello internazionale per il suo impegno in settori diversi della scenografia. Il  Festival dei Due Mondi di Spoleto, diretto quest’anno da Giorgio Ferrara, ha avuto in Savi il  responsabile degli allestimenti  scenici, avviati con l’opera  d’apertura della 52° edizione,  «Gianni Schicchi», di Giacomo  Puccini, magistralmente diretto  da Woody Allen, con la direzione  musicale di James Conlon e la  scenografia di Santo Loquasto,  curatore di tutte le scenografie  (anche cinematografiche) del  celebre attore. Dopo un incontro  a New York, Savi e Loquasto hanno messo a punto progetti e  schemi del «Gianni Schicchi» per  poterne iniziare la realizzazione,  in Italia, con una scenografia rielaborata rispetto all’opera già  presentata a Los Angeles, in  quanto i rapporti col palcoscenico del Teatro Nuovo della cittadina umbra, di natura ottocentesca, sono ben differenti da  quelli del Los Angeles Opera, dove lo spettacolo conviveva con gli  altri due allestimenti del trittico  pucciniano: «Suor Angelica» e «Il  Tabarro».
Lo Scenografo Savi  non è nuovo a cariche impegnative e prestigiose come quella ottenuta a Spoleto. Aveva esordito  alla Scala di Milano negli anni  '70, con l’allora sovrintendente  Paolo Grassi, curando per l’ente  milanese anche gli allestimenti  della Piccola Scala. Tra gli anni  '80 e '90 predispose gli allestimenti dell’Arena di Verona,  quindi al Carlo Felice di Genova,  al Teatro Massimo di Palermo  poi, fino allo scorso anno,  all’Opera di Roma, seguendo  inoltre le rappresentazioni  all’estero, in vari teatri d’Europa:  in Austria, Francia, Portogallo, Inghilterra, fino al Brasile e alla Corea del Sud, dove  portò l’opera verdiana.
Il «Gian ni Schicchi» di questa 52° edizione del Festival dei Due Mondi,  in particolare, è stato applaudito  già ad apertura di sipario ottenendo consensi calorosi da parte  di un pubblico entusiasta, che ha  concluso la serata con lunghissimi e scroscianti applausi. Carlo  Savi ha curato di recente con  successo gli allestimenti del Teatro dell’opera di Roma, dove alle  terme di Caracalla aveva allestito, per la regia di Pierfrancesco  Maestrini, una stupenda «Lucia  di Lammermour» , che verrà ri proposta nel maggio del 2010  all’Arena romana di Avenches in  Svizzera, e aveva precedente mente allestito al Teatro municipale di Rio De Janeiro una suggestiva «Bohéme» dal tono fortemente impressionista.
Pur tra  tanti impegni, non tralascia di  tornare spesso a Milano per tenere corsi di progettazione scenografica all’Accademia di Brera,  dove aveva concluso i suoi studi  come allievo del famoso Tito B.  Varisco, cui si sostituì successivamente nel periodo scaligero  alla direzione degli allestimenti  della Scala , né di tornare  appena possibile a Parma, dove  risiede, né di partecipare alle riunioni del consiglio di presidenza  dell’Accademia di belle arti, di  cui è attento e valido consigliere.
 





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