Stefania Provinciali
Uno scenografo parmigiano alla corte di Woody Allen. È Carlo Savi, membro dell’Accademia di belle arti di Parma e noto a livello internazionale per il suo impegno in settori diversi della scenografia. Il Festival dei Due Mondi di Spoleto, diretto quest’anno da Giorgio Ferrara, ha avuto in Savi il responsabile degli allestimenti scenici, avviati con l’opera d’apertura della 52° edizione, «Gianni Schicchi», di Giacomo Puccini, magistralmente diretto da Woody Allen, con la direzione musicale di James Conlon e la scenografia di Santo Loquasto, curatore di tutte le scenografie (anche cinematografiche) del celebre attore. Dopo un incontro a New York, Savi e Loquasto hanno messo a punto progetti e schemi del «Gianni Schicchi» per poterne iniziare la realizzazione, in Italia, con una scenografia rielaborata rispetto all’opera già presentata a Los Angeles, in quanto i rapporti col palcoscenico del Teatro Nuovo della cittadina umbra, di natura ottocentesca, sono ben differenti da quelli del Los Angeles Opera, dove lo spettacolo conviveva con gli altri due allestimenti del trittico pucciniano: «Suor Angelica» e «Il Tabarro».
Lo Scenografo Savi non è nuovo a cariche impegnative e prestigiose come quella ottenuta a Spoleto. Aveva esordito alla Scala di Milano negli anni '70, con l’allora sovrintendente Paolo Grassi, curando per l’ente milanese anche gli allestimenti della Piccola Scala. Tra gli anni '80 e '90 predispose gli allestimenti dell’Arena di Verona, quindi al Carlo Felice di Genova, al Teatro Massimo di Palermo poi, fino allo scorso anno, all’Opera di Roma, seguendo inoltre le rappresentazioni all’estero, in vari teatri d’Europa: in Austria, Francia, Portogallo, Inghilterra, fino al Brasile e alla Corea del Sud, dove portò l’opera verdiana.
Il «Gian ni Schicchi» di questa 52° edizione del Festival dei Due Mondi, in particolare, è stato applaudito già ad apertura di sipario ottenendo consensi calorosi da parte di un pubblico entusiasta, che ha concluso la serata con lunghissimi e scroscianti applausi. Carlo Savi ha curato di recente con successo gli allestimenti del Teatro dell’opera di Roma, dove alle terme di Caracalla aveva allestito, per la regia di Pierfrancesco Maestrini, una stupenda «Lucia di Lammermour» , che verrà ri proposta nel maggio del 2010 all’Arena romana di Avenches in Svizzera, e aveva precedente mente allestito al Teatro municipale di Rio De Janeiro una suggestiva «Bohéme» dal tono fortemente impressionista.
Pur tra tanti impegni, non tralascia di tornare spesso a Milano per tenere corsi di progettazione scenografica all’Accademia di Brera, dove aveva concluso i suoi studi come allievo del famoso Tito B. Varisco, cui si sostituì successivamente nel periodo scaligero alla direzione degli allestimenti della Scala , né di tornare appena possibile a Parma, dove risiede, né di partecipare alle riunioni del consiglio di presidenza dell’Accademia di belle arti, di cui è attento e valido consigliere.