12/10/2009 -

Spettacoli - Gossip


Carlo Bergonzi, arte e vita nel film di Mauro Biondini

Spighe di grano, stelle infinite di pianura. Ed esonda «Quando le sere al placido» (Luisa Miller) dal cuore di questa terra piatta - fremente - che diede i natali a Giuseppe Verdi, poi a Carlo Bergonzi. 

S'apre così - ed è subito emozione - il documentario sul grande tenore Carlo Bergonzi presentato l’altro ieri dal sindaco Luca Laurini al Teatro Verdi di Busseto. Scritto e diretto da Mauro Biondini, questo film è l’omaggio del Comune di Busseto, della sua gente, all’artista che restituì il canto verdiano a verità, stile, poesia. Gonfio d’affetto e gremito il teatro. C'erano tutti più lui: Bergonzi. E quando si dice «tutti», s'intendono i bussetani orgogliosi e guardinghi, i loggionisti del Teatro Regio, i soci dei circoli lirici di Parma e provincia, i rappresentanti del Teatro alla Scala di Milano, del Metropolitan di New York, del Regio di Parma, il giornalista Enrico Stinchelli di RadioTre Rai, il presidente della Fondazione Cariparma Carlo Gabbi (la Fondazione ha finanziato la realizzazione del film), il presidente dell’Unione Parmense Industriali Daniele Pezzoni, Emilio Rossi consigliere del Comune di Bordighera, il celebre baritono Leo Nucci e Carlo Fontana, che in anni gloriosi è stato sovrintendente del Teatro alla Scala. «Carlo Bergonzi tenore verdiano del secolo»: s'intitola così il film che Mauro Biondini ha realizzato con passione sulla vita di un artista leggendario, sensibile quant' altri mai all’intima pulsazione della musica sublimata in canto: un uomo intelligente e volitivo, un mito, un nome inciso a caratteri d’oro nella storia dell’interpretazione verdiana (e non solo). Nel documentario scorrono date pubbliche e private, i sacrifici degli esordi, le sfide, le vittorie; le testimonianze dei colleghi (Magda Olivero, Raina Kabaivanska, Leo Nucci), le cronache giornalistiche d’incessanti trionfi. 

Ricordi potenti e delicati, incancellabili. Rigorose tappe di una biografia che è epica, non curriculum. Più di 70 opere in repertorio, una carriera ultracinquantennale, una fibra eccezionale. Ma la magìa di questo film è la voce di Carlo Bergonzi. «La mia letizia infondere» (I Lombardi alla prima Crociata), «Ah, la paterna mano» (Macbeth), «Celeste Aida» (Aida) e via di questo passo verso emozioni da paradiso: un’iniezione di gioia e di coraggio per chi, dopo aver ascoltato Carlo Bergonzi, chiede e vuole di più dal teatro d’opera di oggi. Il Maestro Bergonzi, commosso, era affiancato dalla moglie Adele e dalla famiglia. Egli ha ancora molte romanze da cantare: tutte quelle che il futuro chiederà sempre di ascoltare. Standing ovation, al Teatro Verdi di Busseto, per Carlo Bergonzi. Per la sua arte e per la sua vita. Per gli occhi suoi folgoranti e scuri, quella sera umidi di lacrime. E. F.
 





ULTIMI COMMENTI

Nel paese dell'arte (incompresa) è mai possibile che esista un tale film e che non sia accessibile a noi mortali? Come posso visionarlo? qualcuno MI RISPONDAAAA!!!!!
inviato da Mosè il 11/12/2009 alle 17:27
PER FAVORE METTETE IN VENDITA IL DVD
inviato da MORO PAOLO il 06/11/2009 alle 13:48
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