Sala Cajkovskij di Mosca: «sold out». Tutto esaurito, venerdì 12 marzo, nella più importante sede concertistica della capitale russa dove i Solisti del Teatro Regio di Parma si sono esibiti dinnanzi a una platea entusiasta che ha lanciato fiori, li ha subissati di applausi e li ha attesi al mitico indirizzo di Mayakovskaya per il rito degli autografi. «Una tournée fantastica - così l’hanno definita i dieci Solisti tornati dalla Russia sabato scorso -, un’accoglienza magnifica in tutte le città dove abbiamo tenuto i nostri concerti. Siamo stati invitati a tornare, abbiamo già date e proposte molto interessanti da valutare. La musica di Verdi, Puccini, Rossini e Bellini, le trascrizioni originali d’opera proposte da un ensemble cameristico come il nostro (un doppio quintetto di archi e fiati, ndr) hanno riscosso anche questa volta un enorme successo. Siamo stati applauditi a Mosca e a San Pietroburgo come alla Carnegie Hall di New York, come a Londra nella Cadogan Hall della Royal Philharmonic. Avevamo inserito in programma anche alcune splendide colonne sonore di Nino Rota ed Ennio Morricone per film da Oscar che, insieme al melodramma, rappresentano in tutto il mondo l’identità e il fascino dell’Italia: la sua musica, la sua cultura, la sua arte».
Invitati dalla Filarmonica Statale Accademica di Mosca, una delle più prestigiose istituzioni musicali del mondo, i Solisti del Teatro Regio di Parma hanno tenuto il primo concerto a Liepaja, in Lettonia, trasferendosi poi in territorio russo per tre magiche serate nella sede della Filarmonica di Kaliningrad, nella Cattedrale Smolnyj di San Pietroburgo e nella famosa Sala Cajkovskij di Mosca, dove sono stati acclamati i più grandi musicisti degli ultimi sessant'anni.
Protagonisti della tournée Michelangelo Mazza e Luigi Mazza, Pietro Scalvini, Massimo Tannoia, Ferruccio Francia, Filippo Mazzoli, Corrado Giuffredi, Sergio Pellegrini, Massimiliano Denti e Danilo Marchello. «Non ci aspettavamo nulla di simile - ha commentato Sergio Pellegrini, presidente dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma -: il pubblico di tutte le città nelle quali abbiamo suonato ha dimostrato un amore e un rispetto immensi per la nostra cultura. Platee gremite, standing ovation, mazzi di fiori che piovevano da ogni parte. Bellissimo! A Kaliningrad, per raggiungere i camerini durante l’intervallo, dovevamo attraversare la sala. Impossibile avanzare di un passo: la folla si stringeva attorno a noi, ci abbracciava, ci mandava baci. I professori della Filarmonica di Kaliningrad si sono presentati al gran completo in sala per assistere al nostro concerto e ci hanno chiesto di avviare una collaborazione artistica da subito». «A San Pietroburgo - ha aggiunto Pellegrini - anche il console italiano ha presenziato al nostro concerto, in prima fila, nella Cattedrale Smolnyi. Eravamo davanti a un pubblico estremamente raffinato: pure lì sala gremita, ovazioni, richieste di bis. E’ stata vera gioia. A Mosca, poi, indescrivibile l’emozione di suonare nella Sala Cajkovskij - un luogo leggendario - con tutto il pubblico in piedi per gli applausi e la gente che ci aspettava all’uscita per salutarci, per stringerci la mano. Il critico russo Igor Koriabin nella sua recensione ha scritto che il nostro modo di suonare, cioè il virtuosismo strumentale unito all’estro italiano e a quell'energia speciale sul palcoscenico che deriva dall’essere grandi amici, è qualcosa di nuovo, di bello, una caratteristica vincente dei Solisti del Regio. Tra non molto partiremo per il Sudamerica. Ma in Russia torneremo certamente e anche a Riga, in Lettonia, abbiamo già l’invito per il "Gala" di Natale».
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