Modena, trovati gli scheletri di tre giovani smembrati: è un delitto di 2mila anni fa
Gli scheletri di tre giovani di epoca romana, che molto probabilmente vennero uccisi e poi sepolti insieme, sono stati recuperati nel corso di scavi a Fossalta, località a est di Modena. Lo riporta la Gazzetta di Modena. Il ritrovamento è avvenuto tre settimane fa durante i lavori per la costruzione di uno stabile.
Come precisato dall’archeologo della Soprintendenza Donato Labate, direttore scientifico dello scavo, gli scheletri sono incompleti essendo privi di gambe, ma è da escludere che provengano da sepolture vicine perché i cadaveri - tra il primo secolo avanti Cristo e il primo dopo Cristo, il periodo cui apparterrebbero i resti - venivano bruciati. Non si tratterebbe nemmeno di una esecuzione perché in quei casi le teste venivano esposte.
Dai primi riscontri risulterebbe invece che uno dei tre giovani - che dovevano avere un’età tra i 16 e i 30 anni - aveva le braccia dietro la schiena, come se fosse stato immobilizzato. Inoltre, sulle ossa sarebbero presenti segni di tagli, forse inferti con una lama. La prima ipotesi è che i tre ragazzi siano stati smembrati e buttati in un fosso. Gli scavi, compiuti dalla ditta ArcheoModena diretta da Francesco Benassi e dall’archeologa Vania Milani, hanno anche portato alla luce un’anfora per le ceneri funebri ancora intatta, decorazioni come cornici, una colonna ionica e una corinzia, la rappresentazione su pietra di una ninfa e reperti del XIII secolo. Per analizzare i resti, gli autori del ritrovamento si dicono ora intenzionati a chiedere l’intervento del Ris dei carabinieri.
I lavori sono finanziati da Livio Schiatti, proprietario dell'area su cui sorgerà una concessionaria.
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