Voci dialettali maschili
Pubblichiamo un ultimo elenco di voci dialettali contenute nel volume «Le parole abbandonate» di Luigi Malerba (MUP Editore), ancora in edicola in allegato alla «Gazzetta di Parma» a 8,80 più il prezzo del quotidiano. Le voci sono tratte dalla sezione del repertorio dialettale dedicata agli uomini.
Campanèr. Campanaro
In genere al campanèr fa di tutto meno che suonare le campane, al fà ed tütt méno che sunèr el campàni, ufficio nobile che il prete preferisce eseguire personalmente. In realtà il lavoro principale del campanèr è quello di raccogliere presso le famiglie il grano per la parrocchia, di fare le pulizie in chiesa, di tenere in ordine il cimitero (al simitéri) strappando le erbacce. Spesso in questa ultima mansione al campanèr si fa aiutare dalle capre portandole a pascolare fra le tombe. Il campanèr viene scelto in paese fra i più poveri e fra questi si preferisce uno zoppo, un nano, o comunque chi non sia adatto ai lavori pesanti e che perciò si accontenta di una misera paga.
Cuntadèin. Contadino
È chiaramente una parola presa a prestito dall’italiano, poco usata o usata in senso commiserativo (al pòver cuntadèin). Il povero contadino lavora sotto il sole e suda mentre il cittadino vive all’ombra, dietro un tavolo o uno sportello (il contadino identifica il cittadino con la burocrazia). Il sogno di tutti i contadini è quello di far studiare i figli per trovargli un posto in città. Oppure di far sposare la figlia a qualcuno che non lavori la terra, che non faccia lo zappaterra (al sapatéra) come talvolta si autodefinisce e autocompiange il contadino. Nella graduatoria sociale dei contadini il gradino più basso è quello del mezzadro (al msèder), poi viene il fittavolo (al fitàbel) e infine chi stà in-t’al sò (chi sta nel suo, cioè il piccolo proprietario che lavora il proprio podere). Sinonimo di cuntadèin è paisàn.
Dèr dal tì. Dare del tu
Dèr dal vü. Dare del voi
Dèr dal siùr. Dare del lei
Nei rapporti fra contadini si usa esclusivamente il «tu» e il «voi». Il «lei» si usa nei rapporti con le persone estranee all’ambiente contadino: il medico, il prete, il farmacista, i burocrati, cioè quelli che il contadino considera «signori», e infatti si dice dèr dal siùr.
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