05/02/2012 -

Arte-Cultura


Contemporanea, Parma al top

Gian Paolo Minardi

Tra le ipocrisie retoriche che incorniciano la nostra vita culturale quello riguardante la musica contemporanea assume un’evidenza continuamente tastabile: tanto se ne parla come insottraibile impegno quanto la si rimanda nell’ombra negandole l’aria necessaria. Un contrasto ben leggibile attraverso le recenti decisioni della Commissione Musica per l’assegnazione dei contributi ministeriali e le indicazioni del Decreto in cui si evidenzia la necessità di «favorire la qualità artistica e il costante rinnovamento dell’offerta musicale italiana promuovendo l’innovazione nella programmazione anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie...» e via dicendo; indicazioni del tutto ignorate dalla Commissione, come si può vedere dalla pressoché inconsistente attenzione verso la istituzioni impegnate sul versante della contemporaneità. Un’esclusione che ha toccato nuovamente «Traiettorie» che proprio nell’anno passato aveva suggellato il proprio ventennio di vita con il riconoscimento, ambitissimo, del «Premio Abbiati» la cui motivazione dava risalto all’impegno mostrato «nel seguire la produzione dei nuovi compositori, con esecuzioni sempre contrassegnate da un segno stilistico di indubbio rilievo». Scorrere i programmi di questo intenso ventennio diventa istruttivo nel vedere partecipi quali tramiti di tale impegno i maggiori interpreti del nostro tempo. Comprensibilmente amareggiato Martino Traversa, che di «Traiettorie» è stato il creatore, sostenuto dall’incoraggiamento di Luigi Nono e di Claudio Abbado, ma non per questo meno disarmato di fronte a nuove intraprese che lui stesso ci illustra, reduce da un recente viaggio a Parigi dove ha incontrato Frank Madlener, direttore dell’IRCAM (Institut de Recherche et de Coordination Acoustique/Musique), la massima istituzione sulla ricerca musicale, concepita da Pierre Boulez. Fu lo stesso presidente Pompidou a invitare il grande compositore nell’intendimento di ampliare alla musica i principi che lo avevano guidato nella fondazione del Beauburg, «affinché Parigi possedesse un Centro Culturale che fosse al tempo stesso museo e centro di creazione». E’ quanto l’IRCAM è andato realizzando, nella stessa sede, aprendo uno spazio per la ricerca scientifica e la produzione musicale, in stretta relazione tra loro, su mezzi informatici ed elettronici. Tra le prime realizzazioni fu il sistema 4A sotto la direzione del fisico italiano G. Di Giugno. Fin dal 1974 l’Istituto è stato diretto dal suo fondatore Pierre Boulez, cui sono successi L. Bayle nel 1992, B. Stiegler nel 2002 e F. Madlener nel 2006. Alle attività originarie di ricerca scientifica e musicale, sostegno ai giovani compositori, attività editoriale, si sono aggiunte, tra le altre, una mediateca e un dipartimento per la creazione coreografica. Di evidente significato l’incontro con Madlener di Traversa, nato con l’obiettivo di presentare le linee guida e le iniziative della Fondazione Prometeo, che di «Traiettorie» è la matrice, e di verificare la possibilità di eventuali collaborazioni. Un punto questo su cui Madlener si è subito dichiarato aperto, positivamente sorpreso - riferisce Traversa - dalla ricchezza della nostra rassegna e soprattutto dalla sua integrazione nel circuito dei festival europei più rappresentativi; e per questo dichiaratamente disponibile a stabilire un’intesa tra le due istituzioni. Si prospetta così una collaborazione con l’IRCAM, concretamente orientata lungo due linee, quella di una produzione di opere contemporanee ad alto contenuto tecnologico - le prime indicazioni offerte riguardano alcuni compositori tra cui Philippe Leroux e George Aperghis - l’altra riguardante l’attività di ricerca e sperimentazione inerenti l’acustica e le nuove tecnologia. A rendere naturalmente convergenti tali linee di sviluppo è stata la constatazione da parte di Madlerer dell’esistenza a Parma, frutto del lavoro di ricerca condotto dalla Fondazione Prometeo in collaborazione con la «Casa della musica», della cosiddetta « Sala Bianca» installata presso la Casa del Suono; non si aspettava infatti il direttore dell’IRCAM di constatare come a Parma esistesse già funzionante una struttura del genere riguardante la spazializzazione del suono, basata su una tecnica tra le più sofisticate quale la WFS (Wave Field Synthesis), in una versione più avanzata del prototipo che l’istituzione francese sta mettendo a punto. Circostanza che rende ancor più stringente l’opportunità di una collaborazione che se da un lato rafforzerebbe la portata della ricerca, grazie anche al coinvolgimento dei Dipartimenti di Fisica e di Ingegneria, oltre che di Musicologia, della nostra Università, dall’altro allargherebbe il campo delle proposte esecutive per la nostra città. Le coproduzioni di nuove opere, con la partecipazione di un gruppo strumentale di assoluta eccellenza quale l’«Ensemble intercontemporain» fondato e guidato dallo stesso Boulez, verrebbero infatti eseguite oltre che a Parigi, nell’ambito delle iniziative promosse dall’IRCAM, anche a Parma con un evidente rafforzamento dell’immagine, in senso internazionale, della nostra rassegna. La collaborazione con l’istituzione francese consentirebbe inoltre alla Fondazione Prometeo di condividere quella tecnologia altamente qualificata messa a punto dall’IRCAM, fino a oggi non sempre utilizzata per ragioni economiche. Un primo segnale di questa intesa è offerto dalla programmazione di «Traiettorie» di questo anno in cui figurano «Anthemes 2» per violino e elettronica di Boulez e «I will not kiss your f.ing flag» di Marco Stroppa, uno dei nostri primi musicisti che all’IRCAM ha consolidato la propria formazione, con la partecipazione di Hae-sun Kang e di Benny Sluchin, entrambi musicisti dell’«Ensemble Intercontemporain».








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