Davide Barilli
Il lato oscuro dell'universo femminile? Le signore del delitto lo conoscono bene. Parliamo di un drappello di scrittrici che hanno deciso di «abitare» in un libro-casa: con quattordici stanze e la porta comunicante. In ognuna, una trama da guardarsi alle spalle. A volte carezzevole, oppure pesante come una mannaia. Tra follie, deliri, vendette la suspance è garantita. Come ogni storia di misteri che si conviene. Ma ogni tanto qualche sorriso fa capolino. Brividi pure, sempre in salsa femminile: ovvero, ambiguità e scrittura tagliente ma sempre sul filo di anime tortuose e sfuggenti.
C'è molto giallo, un’imbrattata di nero, ma anche qualche pennellata di rosa nel volume, fresco di stampa, «Alle signore piace il nero», storie di delitti, crimini e misfatti, (Sperling & Kupfer; pag. 298; euro 18,90) che raccoglie racconti ideati e redatti solo da scrittrici donne: le due curatrici Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallerani e una bella scelta di narratrici, da Elisabetta Bucciarelli a Carmen Covito a Cinzia Tani, da Grazia Varesani a Nicoletta Sipos, ma anche Donatella Diamanti, Licia Giaquinto, Diana Lama, Daniela Losini, Adele Marini, Daniela Piegai e Claudia Salvatori. Alcune delle autrici (Covito, Gianquinto, Marini, Losini), insieme a una delle ideatrici del progetto, Barbara Garlaschelli, presenteranno il libro oggi alle 18,30 nella Sala conferenze A del Centro congressi di via Toscana.
Con le autrici interverrà Francesca Fiorini. Mettere insieme quattordici scrittrici con background diversi non deve essere stato facile.
Ne è scaturito uno spaccato di umanità svariate, nel segno dell’elogio della differenza. Ballerine di lap-dance, bambine, madri, prostitute, fantasmi, poliziotte: donne di ogni estrazione sociale, ognuna con un segreto inconfessabile da gestire.
Come è nata l’idea di questa antologia?
«Ha avuto due tappe. La prima alcuni anni fa - spiega la Garlaschelli, autrice di libri come “Alice nell'ombra”, “Nemiche” e “Sorelle”, tutti editi da Frassinelli - quando l’amica Nicoletta aveva espresso il desiderio di mettere insieme un’antologia di autrici noir. Non se n'era fatto nulla perché spesso vita e lavoro travolgono. Poi, un paio di anni fa la Sperling mi ha chiesto se mi andava di curare un’antologia noir di sole autrici. Ho accettato coinvolgendo Nicoletta. Il cerchio si è così chiuso».
Qual è la tua idea di noir?
«E' un viaggio nel lato oscuro della vita, dei personaggi, delle storie. E’ raccontare in modo non consolatorio il male».
Esiste una differenza tra scrittura femminile e scrittura maschile nel genere giallo?
«Nessuna differenza, per come la vedo io - risponde l'autrice in modo deciso -. La scrittura si divide solo in due grandi categorie: quella bella e quella brutta. Entrambe ben frequentate...».
E il giallista preferito, anzi lo scrittore e la scrittrice di gialli che più ami?
«Più di uno, ma se proprio devo scegliere: Derek Raymond. E per le donne: la Ruth Rendell di “Carne viva”».