Aldo Busi fa il botto con Trilussa. E conquista la platea del Due
di Laura Ugolotti
Aldo Busi scalda e seduce il Teatro Due, e lo fa con il suo stile, ironico e irriverente, che si palesa fin dall’entrata in scena («Buonasera popolo di santi, navigatori e utilizzatori finali», esordisce Busi), e che poco alla volta conquista anche gli spettatori più timidi.
Il sesso, l’erotismo e le donne sono i protagonisti di uno spettacolo - inizialmente previsto nella suggestiva cornice del Cortile del Guazzatoio, in Pilotta, ma poi spostato per la minaccia del maltempo - che celebra due grandi autori del Novecento.
«Questa sera - ha spiegato Busi - vorrei fare un omaggio ad uno dei poeti più importanti della modernità, insieme a Leopardi. Un poeta relegato in una categoria, quella dei crepuscolari, che non gli appartiene; un poeta autoironico e anticlericale, che racconta l’erotismo e forse per questo è stato emarginato dai libri scolastici. Il suo nome è Guido Gozzano».
Lo scrittore di Montichiari omaggia il poeta piemontese leggendo molte delle sue poesie, che parlano di donne, di sesso e sono un modo per raccontare ed interpretare il Novecento così come il nostro tempo.
«Quando si parla di donne in letteratura - spiega - non manca mai un velo di misoginia, come se fosse un elemento irrinunciabile».
Busi legge e interpreta con il suo stile inconfondibile «Elogio degli amori ancillari» e «Il commesso farmacista» e «Cocotte», omaggi a Gozzano ma anche alle figure femminili che il poeta ha descritto.
E di donne, o meglio di una donna, la Vispa Teresa, racconta anche Trilussa; una versione allungata rispetto all’originale dal titolo «La farfalletta», versi composti da Luigi Salier nell’800 per una principessina di Savoia-Carignano e che Trilussa rivisitò in chiave erotica nel 1917 per l’attrice Dina Galli.
Busi recita «La vispa Teresa» con grande ironia e bravura, tanto da strappare lunghi applausi finali.
Nel congedarsi dal pubblico strappa un’ultima risata, citando uno dei suoi libri: «Ogni volta per me è un privilegio essere qui - dice -. Io e Parma ormai siamo come culo e camicia, purtroppo soprattutto camicia».
Alla fine dello spettacolo, anteprima assoluta per il Parma Poesia festival 2009, a tutte le donne è stato donato, dal Gruppo fioristi di Parma e Provincia aderenti a Confcommercio, un fiore insieme ad una poesia, come ricordo della serata.
E come ricordo di una bellissima e perfettamente riuscita edizione del Parma Poesia Festival, che sarà davvero difficile dimenticare.
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