di Stefania Provinciali
Cosa ha lasciato il Futurismo, di cui si celebra il centenario, agli artisti di oggi? La risposta si può cercare nella mostra «Futurismo oggi», aperta al Castello di Lerici, fino al 16 agosto, in cui 21 artisti parmigiani si «misurano» con l’esperienza della storia e con 22 nomi attivi su La Spezia. Un incontro di idee e non solo di pittura, scultura e grafica, poiché le diverse esperienze, di qua e di là dell’Appennino, suggeriscono varietà di soluzioni visive e di adesione al tema. Un’esperienza quella che ha attraversato il Futurismo e i grandi movimenti del Novecento che inevitabilmente «vive» «sotto la pelle del presente» come cita Dall’Acqua in catalogo, di un presente ormai composto di tutto quel mondo più o meno creativo che il secolo appena trascorso ha prodotto. La differenza sta nelle scelte personali di saper cogliere e rendere unici i legami con la storia, là dove il singolo artista è o non è in grado di far incontrare esperienze linguistiche ed estetiche. Il percorso creato nel bel castello di Lerici non è certo di facile soluzione pur mettendo in relazioni autori che già hanno proposto assieme le loro opere. Così Nicoletta Bagatti che legge il progresso nella centralità dell’uomo, mettendone in rilievo la mano «creatrice» o Alfonso Borghi con un olio su tela che accentra, in un cromatismo «composto» di trame concrete, l’idea di una moderna velocità. Accanto, Mauro Buzzi ormai consueto interprete, con le sue contaminazioni fotografiche, analogiche e digitali, dei mali della società; Mariangela Canforini che rievoca con attenzione figurativa il padre del Futurismo, Marinetti; Francesca Ferrari che ne delinea il tramonto sui cieli cupi di una fabbrica; Nicla Ferrari che si rifà all’uomo; Mirella Lanfranchi all’idea di pittura; Maria Gabriella Paini ai concetti di energia e passione che animarono gli animi. Barbara Pecorari è presente con una personalissima interpretazione: «Il cavallo di cristallo»; Adriano Pezzoni con i suoi cerchi riflessi; Maria Grazia Piccinelli che riprende forme e parole fra passato e presente; Gian Reverberi con una scultura in legno volta a cogliere l’idea di dinamismo; Fabrizio Sabini con le sue forme in alluminio e smalti tutte tese a dar vita a un’idea di futuro; Giovanna Scapinelli con la consueta indagine dentro l’uomo; Giovanna Maria Simone che coglie con ironia il FUTURShow; Carolina Tonini con un volto femminile; Annalisa Torri con la scultura in ceramica raku volta a rappresentare la velocità in cui si muove l’uomo moderno; Vincenzo Vernizzi attento interprete dell’ultima frontiera del futuro: il cosmo; Maurizio Zaccardi con una scultura luminosa.Accanto esperienze diverse come quella di Simonetta Amadi che guarda al ritmo della vita; il video di Jaya Cozzani che coglie gli aspetti di una contemporaneità quasi disturbante fra «movimento, azione, scoppio, schiaffo, ritmo»; il Golfo di La Spezia in tradizionale chiave futurista di Gloria Giuliano; la composizione tridimensionale di ferro, vetri colorati e luce di Corrado Perazzo o la scultura policroma di Daniela Spaletra accanto alle opere di Carlo Bacci che ha creato il suo cubo futurista con un assemblaggio di materiali, Fiorella Bologna, Mario Caluri, Carlo Caselli, Raffaele Cavaliere, Francesco Bruno Cavicchioli, Enzo Dadà, Gino D’Ugo, Giuseppe Emma, Franca Ferrari,, Jessica Gatti, Giuseppe Gusinu, Maura Jasoni, Selena Lambardi, Mario Tamberi, Sergio Tedoldi, Enrico Valenti.Da citare per l’originalità e l’adesione al tema, la serie di disegni di Depero, realizzati a china, in bianco e nero, riprodotti con certosina pazienza da Tiziano Marcheselli, un vero e proprio omaggio a un grande artista dalle geniali invenzioni pubblicitarie, il più contemporaneo e stupefacente dei Futuristi. Infine, le opere di ClaudioCesari, altro percorso a se stante nella rinnovata metamorfosi dell’oggetto, là dove la materia, quella concreta già definita per uso e consumo della società, può acquistare con quel poco di necessaria ironia, nuova «forma».
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