L'Italia? Una Repubblica fondata sullo stage
Sei laureato, hai un master e ti ritrovi al terzo stage consecutivo senza rimborsi e senza prospettive? Nulla di strano. Almeno in Italia, dove, rispetto agli altri Paesi europei, lo stage talvolta diventa uno strumento per disporre impropriamente di personale a costo zero. La legge, generica, e i controlli, poco rigorosi, aprono le porte a situazioni surreali. La giornalista Eleonora Voltolina ci conduce in un viaggio, amaro ma non rassegnato, nell’universo degli stage: «La Repubblica degli stagisti. Come non farsi sfruttare» (Laterza) offre dati e testimonianze dirette tratte dalla testata on-line che l’autrice ha realizzato. Una precisazione: lo stage non è tirocinio (indispensabile in alcuni percorsi professionali), non è apprendistato (rapporto di lavoro e formazione per qualifiche operaie o impiegatizie) e nemmeno praticantato, che serve per lo più per l’accesso alle professioni intellettuali. Lo stage è volontario: si può scegliere se e come farlo; a differenza degli altri casi, si può replicare più volte... Perciò può diventare insidioso. Talora inutile. Secondo la ricerca Excelsior 2009 di Unioncamere, relativa ai 305mila stagisti del 2008, solo il 9,4% ha avuto la concreta possibilità di essere assunto. Le maggiori opportunità sono offerte dalle grandi imprese del nord. L'autrice racconta storie paradossali. Prendete Riccardo: laurea col massimo dei voti, un master prestigioso. Ma ecco il suo destino: stage, delusioni, centinaia di curricula mandati a vuoto. Prendete, altrimenti, Enzo, 30 anni, architetto, che dopo laurea, master, accesso all’albo, 14 mesi complessivi di stage, vede davanti a sé prospettive poco incoraggianti. Ma ha deciso: vivrà in Spagna e dirà no a nuovi stage. Nessuna sorpresa, dunque, se molti giovani fuggono all’estero: oltre 300mila negli ultimi dieci anni. La situazione è difficile, ma ognuno (imprenditori, docenti, famiglie) deve fare la sua parte per restituire allo stage il suo valore formativo. I giovani devono fare stage presto, mentre studiano, valutando le proprie competenze e le opportunità che si presentano. E devono rifiutare situazioni non corrette. Un’impresa? Forse. Ma bisogna provarci.
La Repubblica degli stagisti
Laterza, pag. 214, € 12,00
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