Giuseppe Marchetti
Con audace costanza il parmigiano Luca Cantarelli prosegue il proprio convinto lavoro di narratore, proponendoci, dopo «L'urlo del grano», il primo e soltanto adesso pubblicato romanzo della sua carriera, «Ritorno a Summerville» (EdiGiò, editore in Pavia), che, come inedito, ha vinto il premio «Nero Wolfe». Di questo inizio d'attività si potrebbe subito dire che Cantarelli vede giusto nel mondo tanto frequentato, oggi, del genere giallo, poiché il suo plot narrativo non assomiglia a nessuno di quelli che cercano disperatamente e con le più cervellotiche invenzioni di uscire dal meccanismo di tale tipo di romanzi.
La qualità che, però, dà subito un tono alla narrazione è quella di un umorismo profondamente assaporato che Cantarelli restituisce in molte pagine ora pensose, ora invece gagliardamente sicure di sé. «Ritorno a Summerville» è un lungo racconto oltre il quale l'autore fa intravvedere la scorta di un misterioso destino, senza danni, e senza drammi, ma arricchito dalla sapienza di una onesta confidenza con i fatti che intende riferire. In quel 12 agosto, Jennifer Spencer di 24 anni e Lucke Harrison apprezzato autore di thrillers cadono nella trappola del delitto e il nostro scrittore è lì, pronto, a darcene conto; ma si aggiunge alla vicenda Paul Contento che complica da par suo le cose riuscendo a sconfiggere il senso del tempo che il narratore racconta in prima persona. E' proprio servendosi di un tale stratagemma che Cantarelli può fornirci nello stesso momento i segni delle indagini e i caratteri dei personaggi con un doppio avvertimento: che, prima, ogni sorte pare segnata, e che, dopo, occorre ragionare saggiamente per non lasciarsi fuorviare dalle prove anche le più credibili e sicure.
Particolare importanza assume, in questo senso, la figura di Richard Murton, detto Richie, ma non possiamo svelare il meccanismo della vicenda. Il fatto è che lo scrittore ci accompagna senza che noi ce ne rendiamo conto in un groviglio di contraddizioni assai complicato che solo alla fine scioglie i suoi nodi manifestando persino una specie di misteriosa dolcezza annidata tra un lago e un bosco. Nella contemplazione di questa natura i grandi effetti della vita e della morte sembrano davvero cose molto normali.
Ritorno a Summerville
EdiGiò ediz., pag. 257, 15,50
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