La Gamberale accende le luci del mondo
di Giorgia C. Facchinetti
«Mandorla è la bambina felice di una ragazza madre piena di fantasia. Maria, la mamma, lavora come amministratrice di immobili e ha lo speciale dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti sedute di terapia di gruppo... Quando un tristissimo giorno Maria muore cadendo dal motorino, i condomini di via Grotta Perfetta 315, quelli che più le volevano bene, scoprono da una lettera che proprio nel loro stabile la piccola Mandorla è stata concepita...ma su chi sia il padre la lettera tace».
E’ con queste parole, nella quarta di copertina del suo libro «Le luci nella casa degli altri», libro giunto in tre settimane alla sua quarta edizione, che Chiara Gamberale ci invita ad entrare nel condominio, protagonista principale alla pari di Mandorla, di questo bellissimo romanzo. La presentazione, che si è tenuta all’Hub Cafè di piazzale Bertozzi, rientra nella rassegna letteraria «Inchiostri d’autore» organizzata da Mup e Archivio giovani artisti. A presentare l’autrice Silvia Pelizzari, redattrice della rivista letteraria «La luna di Traverso».
Mandorla, rimasta sola, viene adottata da tutti i condomini, soprattutto per volontà delle donne che non vogliono sconvolgere la loro «tranquillità» con una rivelazione scomoda.
Ma cosa sono queste luci? «Le luci sono degli altri condomini e sono allo stesso tempo di Mandorla che le osserva dall’esterno - spiega la scrittrice -. C'è una sessantenne sola che vive al primo piano, c'è una coppia in cui il vero uomo è lei, un'omosessuale, al quarto piano una coppia egocentrica e narcisista e, infine, al quinto, una famiglia ostinatamente tradizionalista». Un romanzo corale in cui l’autrice svela tutta l’umanità di quei protagonisti nati da incontri reali.
«Ascolto quello che dice la gente, in autobus, per strada, nei bar. Sicuramente è la curiosità il mio motore propulsore. E al di là del romanzo e del suo giallo (chi è il vero padre di Mandorla?), Mandorla è un «io» che guarda gli altri. Il libro tocca temi molto umani: la solitudine, l’omosessualità, il tradimento, l’egocentrismo...e la cosa che mi sorprende di più è che ogni lettore si identifica in un personaggio».
La Gamberale parlando di sé e di quelle che erano le sue ambizioni dichiara che «quando ero più giovane volevo fare due cose: la scrittrice e la rivoluzione» e probabilmente ha realizzato entrambe, una piccola rivoluzione letteraria.
«Ho scritto questo libro perché avevo voglia di leggerlo». E probabilmente, visto il successo, non è l’unica.
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