Segno-gnosi mantra-trama: così si presenta l'esposizione che da sabato 30 (inaugurazione alle 17) vedrà protagoniste le opere di Emilio Nani, all'International Line di Basilicanova (via Guareschi 2), fino al 4 giugno. L'orario di apertura è 9-12 , 16-19, tutti i giorni esclusi i festivi.
Gli strati significanti
Emilio Nanni, invitato da Mauro Buzzi direttore artistico dell’Insieme Culturale l’Albero che cura e organizza l'attività espositiva della Galleria Centro Immagini Contemporanee presso la International Line di Parma, nello stupendo show room a Basilicanova, ha ordinato la sua mostra personale di pittura.
La consorteria d’interessi comuni, in questo specifico campo con Emilio, ha una datazione temporale iniziata da lungo tempo, fin dai banchi di scuola, proseguita poi con consapevolezza quasi fosse una professione di fede, con chiarezza mentale e distinzione accurata, sino ad arrivare a oggi, con l’esibizione delle sue opere di pittura più recenti.
Il titolo Segno – Gnosi – Mantra – Trama, appare come una traccia chiarificatrice delle intenzioni dell’autore per designare una chiave di lettura delle opere esposte, poco più che una prescrizione appropriata per completare non solo visivamente le informazioni delle immagini contenute nelle opere, con un valore specifico che contenga anche il risultato concreto del lavoro intellettuale, dell’intima capacità di proporre e risolvere problemi, seguendo metodi basati sull’analogia dell’intuizione, della fantasia e del sentimento.
Il Segno, come espressione grafica, è convenzionalmente assunto a rappresentare ed esprimere un’entità specificatamente astratta, non facilmente percepibile se usata senza intendimenti che ne diano un peso, un valore o un insieme riconducibile ad una fisionomia dalle peculiari caratteristiche di certa riconoscibilità. Nel caso specifico, Nanni, ne fornisce un sovrapporsi ossessivo, evidente nello svolgimento di copertura dello spazio, quasi sempre senza soluzione di continuità sino al compimento di una idea prefissata nella mente.
La Gnosi, intesa come conoscenza. Evitando di prendere in considerazione di proposito la denominazione complessiva, con cura e attenzione, riguardo alle attinenze della fusione delle connessioni d’elementi mitologici, culturali e dottrinari di varie religioni, anche in forme talvolta arbitrarie, di culture fiorite nel mondo ellenistico nei primi secoli dell’era cristiana, derivanti da disparati influssi d’alcune correnti mistiche giudaiche riferite principalmente allo gnosticismo, ne recupera per un’espressione attinente agli aspetti stilistici della sua produzione artistica, la contrapposizione spirituale della luce-oscurità espressa mediante l’intersecarsi fitto del segno riacquisendo un sincretismo pur rischiandone l’immediata leggibilità.
Il Mantra è una forma mistica usata nelle devozioni nell’Induismo e in alcune forme di Buddismo. Inni o preghiere in antica lingua indiana usata nei Veda che sono raccolte di testi religiosi e poetici che organizzano i primi e antichi testi letterari dell’India, scritti in sanscrito arcaico. La similitudine sull’uso durante i culti presso le chiese cristiane primitive di preghiere e litanie recitate con parole prive di senso e significato per raggiungere rapimento estatico, è obbligatorio. Parafrasando Elias Canetti da “La provincia dell’uomo” <<Le religioni si trasmettono il contagio. Appena ci si addentra in una, subito sentiamo che se ne risveglia un’altra in noi>>; Emilio Nanni ci espone il Mantra come rafforzamento della Gnosi.
La Trama è la conclusione. I fili che maniacalmente si dispongono costruendo un audace ordito innovativo, per compitare, intrecciandosi, la tessitura delle forme che sinuosamente, alternando convessità e concavità, magistralmente si dispongono per formare le composizioni seguendo l’ordine suggerito anche dallo stato d’animo di una solerte fantasia creatrice.
La tessitura, in questo caso, è pure opera narrativa secondo un brogliaccio che sempre si rinnova d’annotazioni e intenzioni affidate a mai visti contorni che segnano e circoscrivono spazi e combinazioni di elementi che il gesto obbliga a rivelarsi. Ogni foglio è un’imminente dimensione che contiene i valori che Emilio Nanni rivela: essere il tutto e il contrario di tutto.
Giovanni Ortolani
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