Parma-Juventus era in programma per le 20,45 ma non si giocherà: la partita è stata rinviata a causa della nevicata, dopo una discussione fra le società durata a lungo.
E' stato effettuato alle 18,30 l’ultimo sopralluogo da parte dei responsabili della Questura assieme al responsabile della sicurezza del Parma Fc, Stefano Perrone, per verificare l’agibilità o meno dello stadio Tardini.
Attorno alle 17,30 sulla città cadeva una neve fitta ma non copiosa, costantemente spazzata da dieci addetti sui teloni che coprono il manto erboso mentre sugli spalti scoperti si continua a spargere sale, come è stato fatto già questa mattina.
Per le 19 era fissato l’orario di apertura dei cancelli, che però sono rimasti chiusi fin dopo le 20, quando è arrivata l'ufficialità della notizia: Parma-Juventus non si gioca.
Se si fosse giocato, sarebbe stata una partita decisamente gelida: il termometro sarà infatti stabile sugli zero gradi ma su Parma soffierà un vento di velocità compresa fra i 20-30 Km/h e questo farà scendere la temperatura percepita da giocatori e spettatori anche a sino -10.
Alle 19,15 era ancora in corso il vertice fra il prefetto di Parma, i responsabili della sicurezza ed i dirigenti di Juventus e Parma, Marotta e Leonardi, per decidere se giocare o meno questa sera Parma-Juventus. Secondo indiscrezioni, la Juventus sarebbe propensa per un rinvio della partita, mentre il Parma avrebbe voluto giocare ugualmente. Tra l'altro, ancora alle 20 se da un lato i cancelli restavano chiusi - con i tifosi in attesa sotto la neve - dall'altro parte del campo del Tardini veniva scoperto. Alla fine è arrivata l'ufficialità del rinvio della partita.
La decisione è stata presa dopo l'ultimo sopralluogo tra i capitani, l’arbitro Mazzoleni, il prefetto Luigi Viana e i responsabili della sicurezza. Constatata l’insicurezza degli spalti e l’impraticabilità del terreno, è stato deciso il rinvio. Alcuni tifosi, all’esterno dello stadio, con malumore, hanno lanciato palle di neve.
LEONARDI: "C'ERA LA VOLONTA' DELLA JUVENTUS DI NON GIOCARE". "La situazione è semplice. I giudizi devono essere sempre gli stessi e non essere modificati in base alle partite. Io non ho detto che si doveva giocare ma che la decisione doveva essere presa dalle autorità competenti". L'amministratore delegato del Parma Pietro Leonardi si sofferma, su Sky, sulla decisione di rinviare Parma-Juventus, in programma questa era al Tardini. "Ci rimettiamo alla loro volontà. Ero arrabbiato perché questo tipo di risonanza non si è dato in occasione di Parma-Palermo, dove non vedevano nulla neppure gli stessi giocatori. Quello che mi ha dato fastidio è che c'era la volontà di non giocare a prescindere".
«Alle 20 ho accettato la decisione, anche se oggi siamo qui tutti a parlarne. Nessuno ha avuto nulla da dire in occasione di Parma-Palermo nonostante ci fosse la nebbia», ha detto ancora Leonardi dopo il rinvio della partita. Il 4 dicembre scorso infatti, ha ricordato Leonardi, «non c'erano certo le condizioni per giocare». Tornando sulla scelta di oggi, l’amministratore delegato dei crociati ha aggiunto: «Alle 18 ero convinto che si potesse giocare, ma forse era troppo presto per capire se c'erano le condizioni. Abbiamo capito che c'erano delle difficoltà quando abbiamo iniziato a scoprire il campo dai teloni». Leonardi ha spiegato anche di non sapere ancora quando sarà fissato il recupero. «Ma - ha assicurato - tuteleremo nelle sedi competenti gli interessi dei nostri tifosi».
MAROTTA: "BISOGNA TUTELARE GLI SPETTATORI". POI UNA FRECCIATA AL TARDINI, FRA LE "STRUTTURE OBSOLETE". "Era prevedibile che la partita non si poteva svolgere. Le previsioni meteo erano negative e poi bisogna considerare l’ordine pubblico perché l’incolumità degli spettatori deve essere garantita". Per l’amministratore delegato della Juve Giuseppe Marotta non c'erano i presupposti per giocare Parma-Juve. "Va considerato anche il fattore di viabilità. Bisogna capire che non si possono conciliare calendari di questo tipo con strutture obsolete e vecchie degli stadi italiani, con tutto il rispetto per la società Parma. Noi abbiamo costruito uno stadio, in grado di venire incontro a questi problemi. Questo è un messaggio che lancio a livello politico perché se si vuole garantire lo spettacolo bisogna avere strutture adeguate. Recupero? Noi abbiamo commentato positivamente il rinvio, per l'eventuale data mi rimetto anche ai regolamenti e al Parma e in concomitanza con competizioni europee non si possono stabilire date e orari".
LA RABBIA DI CONTE: "SI POTEVA GIOCARE ALLE 15". «E' impossibile che con i mezzi che ci sono a disposizione oggi si debba rinviare una partita del genere. Si poteva giocare alle 15». È la rabbia dell’allenatore della Juventus, Antonio Conte, sulla decisione di non giocare la partita al Tardini. «Noi adesso - ha proseguito Conte - siamo obbligati a farci dieci ore di pullman per tornare a casa. E ritornare a Parma, chissà quando, per giocare questa partita».
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