A singolar tenzone: Chievo - Parma
A cura di Pietro Razzini
Mariga-Bradley Come se non se ne fosse mai andato: McDonald Mariga è tornato a comandare il centrocampo crociato con la stessa grinta e precisione che il pubblico parmigiano ricordava. Azzanna Bradley sfruttando la differenza di stazza, è protagonista di un paio di accelerazioni in grado di spaccare i raddoppi avversari, regala geometria a un reparto che difettava nella tempistica d’azione. Il mediano statunitense cerca di rimanere a galla ma, alla lunga, è costretto ad affondare nel confronto con il keniota.
Floccari-Acerbi L’attaccante del Parma macina chilometri lontano dall’area di rigore, lasciando a Giovinco l’ingrato compito di affrontare la coppia centrale del Chievo. Acerbi, alla seconda gara consecutiva da titolare, dimostra abilità tecniche di buon livello, chiudendo con eleganza e facendo ripartire l’azione con la dovuta velocità. Difficile per l’ex punta della Lazio trovare gli spazi giusti e creare grattacapi al portiere avversario.
Giovinco-Andreolli Un controllo da marziano, un gol di eccelsa bellezza per coordinazione ed efficacia. La formica atomica, come il migliore David Copperfield, nasconde il pallone al difensore del Chievo e lo fa riapparire alle spalle di Sorrentino. Che ripresa ha confezionato il fantasista crociato: assolutamente imprendibile per il centrale di casa. Accelerazioni e dribbling a getto continuo.
Paletta-Pellissier Il sangue caldo del difensore sudamericano ha la meglio anche sul clima glaciale veneto: ottima partita di Paletta, il migliore della retroguardia ospite. Pellissier cerca lo spunto vincente ma trova sulla sua strada i muscoli cresciuti mangiando la gustosa carne argentina. Nulla da fare per il capitano del Chievo che, pur essendo l’ultimo ad arrendersi, fatica a impensierire Pavarini.
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