La Roma si impone sul Parma all'Olimpico innanzitutto grazie a Fabio Borini, migliore in campo e autore, al 26°, della rete che ha deciso la partita. I crociati sono stati quasi incapaci di creare grattacapi alla difesa giallorossa.
Senza Kjaer squalificato e Burdisso sempre indisponibile, Luis Enrique opera qualche cambio dopo la sconfitta di Siena: Lamela va in panchina (con il nuovo arrivato Marquinho), Osvaldo parte di nuovo titolare nel tridente composto anche da Totti e Borini; si rivede Taddei sull'out e Gago in mezzo al campo. Privo di Paletta, Feltscher, Galloppa e Floccari, Donadoni preferisce in avanti Palladino all’ex Okaka come partner di Giovinco, dando ampia libertà di movimento sulle fasce a Gobbi e Jonathan. Il Parma, infatti, non dà l’idea di voler fare le barricate e nei primi minuti mette anche in apprensione la difesa della Roma, tanto che Stekelenburg, al 3', deve subito darsi da fare su Giovinco. La Roma ben presto prende in mano il pallino per mettere in mostra qualche azione di buona fattura e, soprattutto, per reclamare due rigori. Il primo, all’11', per un contatto tra Zaccardo e Totti non facile da leggere, il secondo invece per un tocco di mano netto in area di Ferrario su botta di Gago che solo Peruzzi non reputa illecito. I giallorossi però non si abbattono e, al 26', trovano il vantaggio: Gago mette in movimento Borini sulla destra, l’under 21 (un ex del match) scocca il diagonale che supera Mirante per l’1-0 che gli vale come sesto gol stagionale. Pjanic al 32' chiama in causa Mirante con un destro da fuori, nel finale di tempo Palladino si fa male ed entra l’ex Okaka.
Nessun cambio in avvio di ripresa, che vede i giallorossi rendersi pericolosi al 7' con un destro di Osvaldo parato da Mirante e, soprattutto, con un’incursione di Borini, impreciso nell’ultimo passaggio prima del tiro centrale di Taddei. Il Parma non sta guardare e all’8' replica con Okaka che, tenuto in gioco da Juan, scatta e fa partire un destro sulla sagoma di Stekelenburg. Padroni di casa vicini al raddoppio al 16': Gago pesca Totti in area, gran controllo ma tocco di classe sopra la traversa. Si fa vedere Mariga al 23' con una sberla dal limite che arriva docile tra le braccia di Stekelenburg per la deviazione di De Rossi, al 30' Rosi conclude un bel contropiede con una bomba da fuori disinnescata da Mirante. Ancora Rosi, al 35', spreca un bella combinazione Totti-Gago, poi c'è tempo solo per vedere il neo acquisto Marquinho ed un finale in cui la Roma, al 44', si infrange su Mirante prima con Lamela e poi con Taddei. E poi, nel recupero, anche con Marquinho, che si vede negare il gol proprio all’esordio.
In classifica i capitolini salgono a quota 38 punti scavalcando Inter e, momentaneamente, Napoli, mentre il Parma resta fermo a quota 28.
DONADONI: "SCONTIAMO LA PARTITA DI MERCOLEDI'. E A LIVELLO MENTALE DOBBIAMO CRESCERE". "Contro questa Roma non è facile, figurarsi quando si è giocato anche di mercoledì. Qualche elemento non era al meglio e ne ho cambiati diversi: nel primo tempo abbiamo regalato un po' troppo e il nostro errore è stato quello di adeguarci al loro ritmo, nella ripresa invece mi è piaciuta la reazione della squadra. Anche questo serve per crescere". Così l'allenatore del Parma Roberto Donadoni commenta la sconfitta subita all’Olimpico. "Abbiamo accusato un po' la stanchezza per la partita settimanale con la Juventus - spiega a Sky il tecnico dei crociati - ma a livello mentale abbiamo ancora il freno tirato. Dobbiamo crescere in convinzione, nell’essere più determinati e nel capire che possiamo fare male anche noi, come è già accaduto. Anche a Roma serviva un pizzico di convinzione in più". Donadoni, che può recriminare per qualche occasione ("Ne abbiamo avuta una importante con Okaka, però Mirante è stato bravo in due-tre circostanze"), mette la parola fine alle polemiche con Antonio Conte sugli arbitri: "Non ci siamo sentiti ma non abbiamo alcun problema. Condivido di più il pensiero di Antonio se alle parole si uniscono anche i fatti".
PER LEONARDI "IL BILANCIO E' COMUNQUE POSITIVO". Nonostante la prima sconfitta della gestione Donadoni, l’amministratore delegato del Parma Pietro Leonardi è soddisfatto del rendimento della squadra nell’ultimo periodo: “Un bilancio? E' positivo. La squadra tiene bene il campo, anche se magari capitano situazioni come quella di oggi in cui si paga il doppio impegno ravvicinato. Dal punto di vista fisico per quel che riguarda alcuni giocatori avevamo meno brillantezza. L'allenatore ha fatto girare la rosa ed è un bene. C'è da crescere, anche con i giovani che abbiamo. Continuiamo sulla nostra strada”. Entrando nello specifico della sfida all’Olimpico con i giallorossi aggiunge: “Eravamo un po' contratti il primo tempo, era una cosa che ci era successa anche contro la Juve. C'è da lavorare su questo, ci vuole qualcosa di più. C'è tanta applicazione in fase difensiva, ma dobbiamo essere un po' più propositivi. Il tecnico ci sta lavorando molto. La squadra però ha reagito, ha tenuto il campo, ha avuto le sue occasioni ed è in progresso rispetto al passato e questo è l'importante".
LA DELUSIONE DI MORRONE. “Dovevamo recuperare palla e ripartire più velocemente”. Questo secondo Stefano Morrone, quello che non ha funzionato nella sconfitta all’Olimpico con la Roma. “Il rammarico - prosegue il capitano - è di non aver sfruttato bene gli spazi che abbiamo avuto alla fine. Potevamo fare di più nel primo tempo, ma siamo stati troppo passivi e abbiamo concesso un po' troppo. Qualcosa in più si poteva fare”. Parlando delle prestazioni dei proprio compagni di reparto Musacci e Mariga spiega: “Sono andati bene, ma in generale è tutta il gruppo che risponde bene. Giocano tutti e il Parma è in un buon momento, la squadra è compatta e solida, non si sfilaccia come è capitato in passato. Oggi siamo restati in partita nonostante le difficoltà. Il Parma con Donadoni? Si è ritrovato. Fa buone prestazioni, ma bisogna guardare avanti partita dopo partita. Il campionato ci ha insegnato che ci vuole tanta concentrazione. Sabato c'è una partita molto importante e bisogna pensarci subito. Questa sconfitta ci lascia tanto rammarico di non aver fatto qualcosa in più. Eravamo in partita, abbiamo lottato: ripartiamo da qui”.
LUIS ENRIQUE SODDISFATTO. FALLO DI MANO DI FERRARIO? "IO NON HO VISTO NIENTE". "Sono contentissimo per i tre punti e sarebbero stati gli stessi anche se avessimo vinto per cinque a zero...". A Luis Enrique importa poco se la Roma abbia vinto con il minimo scarto: l’importante, dopo il brutto ko di Siena, era ripartire con una vittoria, arrivata oggi all’Olimpico contro il Parma grazie ad una rete di Borini. Ieri il tecnico giallorosso era arrabiatissimo dopo l’allenamento ("Non mi era piaciuto qualcosa, non parlerò più al termine di una seduta"), oggi invece si dichiara felicissimo ai microfoni di Sky, convinto che "questa rosa fa il suo lavoro e oggi lo ha svolto benissimo, non solo costruendo tantissime occasioni da gol, ma anche sotto l'aspetto difensivo, soffrendo niente contro una grande squadra come il Parma, che veniva nelle ultime cinque giornate da due vittorie e tre pareggi".
Se De Rossi, a fine gara, si è rivolto a Peruzzo dicendogli che tutto il mondo aveva visto il fallo di mano in area di Ferrario tranne l’arbitro, Luis Enrique risponde con una battuta: "Allora siamo in due perché non ho visto niente - dice il tecnico -. C'erano tanti giocatori davanti ed era difficile, gli arbitri svolgono un lavoro complesso con grande professionalità". Alla Roma manca ancora continuità ed è questo il tallone d’Achille dei giallorossi in una stagione che resta altalenante: "E' la costanza che fa la differenza nel calcio - sottolinea il mister spagnolo - perché lo scarto tra le squadre è piccolissimo. La Roma però è migliorata tantissimo dalle prime giornate ad oggi, noi ne parliamo ogni settimana ed il recupero di calciatori di peso ci rende più forti. Senza la regolarità non si fa niente".
LA SODDISFAZIONE DI BORINI. «E' veramente importante essere continuo e costante nel lavoro che faccio - ha detto Borini ai microfoni di Sky -, anche per la squadra che come collettivo si deve confermare». La ricetta giusta per arrivare al terzo posto: «Servirà questo, continuità, cattiveria e, soprattutto, tanta voglia di arrivare in alto, ed è quello che può fare la differenza» sottolinea Borini. Ora Borini preferito da Luis Enrique a Lamela? «Preferito è una parola grossa – conclude Borini -. Io faccio il lavoro che mi chiede il mister e che mi viene spontaneo fare, quello che si vede in campo».
TOTTI: "L'ALTERNANZA DEI RISULTATI CI IMPONEVA DI TORNARE AL SUCCESSO". "L'alternanza di risultati che ha caratterizzato le nostre ultime partite ci imponeva di tornare al successo oggi contro il Parma. Il gol-partita è arrivato già nel primo tempo, poi abbiamo creato molto in fase offensiva ma c'è mancata la zampata del raddoppio. E proprio questo ha reso la partita in una certa maniera sofferta: quando sei sull'1-0, può bastare una minima disattenzione per mandare in fumo tutto il lavoro svolto. La concentrazione però è rimasta alta e col possesso palla abbiamo evitato di correre rischi eccessivi". Lo ha detto il capitano della Roma, Francesco Totti, commentando attraverso il suo blog la vittoria per 1-0 ottenuta questo pomeriggio contro il Parma grazie al gol di Fabio Borini. "La premiazione che è avvenuta prima del fischio d’inizio, con la targa per le mie 700 partite da professionista, è stata una vera sorpresa - ha aggiunto Totti -. Fino a pochi minuti prima non ne sapevo nulla. Voglio dire grazie alla Roma e a tutti coloro che mi sono stati sempre vicino".
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