Marco Bernardini
FIDENZA - Cuore, tenacia, determinazione, coraggio: c’è un po’ di tutto nel Fidenza d’assalto che in appena quattro minuti passa da un ko interno con ripercussioni incalcolabili su morale e classifica a tre punti di vitale importanza che ne rilanciano le quotazioni in ottica salvezza.
Il sorpasso ai danni degli «odiati» cugini del Fiorenzuola, ora al penultimo posto che spalanca le porte dell’inferno, è solo la ciliegina sulla torta, perché, per come si era messo il pomeriggio del «Ballotta», giusto entro i limiti della praticabilità, i bianconeri di Mantelli (a lui il merito di aver azzeccato i cambi nei momenti opportuni) hanno compiuto qualcosa di grandioso, recuperando e ribaltando completamente il risultato, per la prima volta in stagione, contro il Seregno, diretta concorrente nei bassifondi.
Un nome prima degli altri, ma sarebbe ingeneroso fare troppe distinzioni: quello di Nicolò Dallaglio, classe ‘93, il più piccolo d’età e statura del gruppo, che dopo aver predicato a lungo nel deserto regala su un piatto d’argento il pari a Trimarco, vicino a Checchi i due hanno tribolato più del dovuto per crearsi spazi ed occasioni, e poi si incarica personalmente di risolvere una mischia furiosa e, di conseguenza, scatenare la gioia del pubblico di casa.
Sorpreso, in avvio, dalla disposizione della propria squadra in un rinnovatissimo 4-3-1-2, in grado di esaltare, in primis, le qualità dello stesso Dallaglio trequartista e premiare gli inserimenti dei cursori Petrelli, quando si sposta terzino diventa infermabile, e Pessagno, che un po’ arruffone stecca la «prima» dal suo arrivo nel Borgo.
Ma se si esclude un bolide in corsa di Petrelli, centrale e facile preda di Samaritani, ed il dribbling con annessa conclusione a giro di Checchi salvata non agevolmente dall’estremo difensore ospite, la produzione offensiva del Fidenza è piuttosto scarsa mentre sul fronte opposto è necessario un formidabile colpo di reni di Agosti per evitare il più classico degli autogol a Santurro, per il resto ineccepibile al rientro, intervenuto di testa ad allontanare, in qualche modo, un minaccioso cross di Marte, che sulla destra trova sempre ampie praterie davanti a sé (Liverani spinge poco e non copre a dovere).
Il volo plastico di Agosti sul fendente dal limite di Demasi è un nuovo campanello d’allarme, accompagnato sul corner successivo da una discreta dose di sfortuna che fa carambolare la palla tra Dallaglio, Demasi, a conti fatti autore materiale del vantaggio monzese, e Piva ed inganna il numero uno bianconero sul primo palo.
Ad inizio ripresa, l’ingresso di Pizzelli al posto di Bersanelli, sacrificato unicamente per ragioni di forza maggiore, aggiunge classe, ritmo e vivacità a cui non è altrettanto proporzionale la precisione sotto porta: a cavallo del quarto d’ora, Piva, di controbalzo, impegna severamente Samaritani prima che Casisa sprechi sopra la traversa il tap-in di testa, poi Pizzelli appoggia all’indietro per Checchi, che spara tra le braccia del portiere.
Il Seregno è alle corde e consuma troppo presto i tre cambi (De Paola sbaglia a togliere Turchi e Demasi, i più costanti e pericolosi nel primo tempo), il Fidenza insiste ma ha bisogno di una giocata individuale per scardinare l’arrocatissima retroguardia ospite: al 32’, Dallaglio semina il panico sulla destra, arriva quasi fino in fondo e trova in mezzo l’accorrente Trimarco, che timbra da due passi.
Mantelli, subito dopo, rigetta nella mischia Valentini, bersagliato da infortuni di ogni genere, ed è proprio il neoentrato, al 36’, ad imbeccare nel cuore dell’area Checchi, il quale tenta più volte di concludere a rete ed accende un batti e ribatti interminabile che il piedino del migliore in campo Dallaglio tramuta in fondo al sacco.
Trascorrono altri sessanta secondi, la paura è di nuovo dietro l’angolo ma stavolta Agosti si inventa la parata dell’anno sull’incornata ravvicinata di Piacentini, iscrivendosi anche lui tra gli eroi di giornata.
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