"Quando Melli mi disse: spero che ti mandino via"
"Spero che ti mandino via, così finalmente inizio a giocare".
Immaginate, faccia a faccia nello spogliatoio, due fra i migliori talenti (insieme a Buffon, Berti e Pioli) sbocciati nel settore giovanile del Parma. Carletto Ancelotti è l'allenatore quasi in disgrazia: i Tanzi gli hanno dato un ultimatum, e se non vincerà a San Siro contro il Milan sarà esonerato. Il mister raduna la squadra per capire che aria tira, e il primo a dirgli in faccia le cose, secondo il suo costume, è Sandro Melli. Però quel confronto a muso duro serve a chiarire tante cose, e rinfranca Ancelotti: il Parma, in effetti, da quel momento inzierà a volare, fino a conquistare un posto nella Champions League e a sfiorare lo scudetto.
C'è anche tanto Parma, com'era inevitabile, nell'autobiografia "Preferisco la coppa", scritto da Carlo Ancelotti con Alessandro Alciato, per Rizzoli. Nei giorni scorsi era già uscita anche qualche anticipazione: ad esempio l'autocritica sui no a Gianfranco Zola (che era in squadra e che fu ceduto in Inghilterra) e a Roberto Baggio (che il Parma aveva già acquistato ma che non arrivò proprio per il no di Ancelotti). "E' stata una mancanza di coraggio - spiega Carletto - perchè avevo paura di spostarmi su un terreno che credevo di conoscere poco".
Ci sono anche tanti spunti divertenti: dai primi allenamenti milanisti con Sacchi, alle cifre dei contratti. Fino ai due amici parmigiani juventini, ai quali Ancelotti (dopo la Champions League vinta ai rigori proprio contro i bianconeri) regalò due salami con un bigliettino: "A voi i salami, a me la Coppa".
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