Ghirardi: "E' il Parma che mi piace"
Erano settimane che non gli accadeva: ieri, finalmente, una volta chiusa la campagna acquisti e cessioni, il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, dopo una giornata di lavoro, è riuscito a ritrovarsi al bar di Carpenedolo con gli amici. Che, tra pacche sulle spalle e battute in vernacolo bresciano, gli hanno chiesto di Biabiany e di Zaccardo, di Bojinov e di Panucci e di tutti i nuovi acquisti del Parma.
Il suo Parma. «In effetti questa squadra è cambiata molto rispetto a quando l'avevo acquistata. Il nostro progetto sta nascendo.
Ma deve nascere sul ricordo dell'ultimo campionato di B». Un ricordo all'inizio amaro, appena dopo la retrocessione, poi festoso, dopo la promozione. «Ma soprattutto vorrei che non si dimenticassero delle differenze che ci sono, della retrocessione.
Non bisogna tornarci».
Ghirardi insomma non riesce a dimenticare quella delusione. E non vuole che la dimentichino i suoi giocatori. Mentre i tifosi, dopo una campagna acquisti importante, sognano qualcosa di più della salvezza. «Vorrei che i miei giocatori giocassero gara dopo gara, pensando ad arrivare il prima possibile ai 40 punti (quota salvezza presunta ndr). Adesso siamo a 36». Una linea dura che comunque viaggia parallela alla soddisfazione di aver costruito la squadra, secondo il progetto iniziale. «E' vero, siamo soddisfatti di come ci siamo mossi. Devo ringraziare Leonardi e gli altri dirigenti. Abbiamo centrato quegli obiettivi di cui avevamo parlato con il nostro allenatore".
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