18/07/2010 -

Sport


La Dallara regina di Indianapolis

di Luigi Alfieri
In America tutto è spettacolo. Anche la firma di un contratto. In ossequio a questa regola la presentazione degli accordi raggiunti tra la Indy Racing League (Irl) e l'azienda automobilistica Dallara è diventata uno show all'americana.  L'annuncio che la casa di Varano Melegari fornirà in esclusiva le vetture per il campionato più amato dagli yankies per il quadriennio 2012/2015 è avvenuto in un clima Hollywoodiano: come sede è stato scelto l'Indianapolis Museum of art, sul parterre   duecento giornalisti, tanti piloti e i manager dei grandi team. All'ingresso gli ospiti sono stati accolti da una parata di auto d'epoca straordinarie, in sala raggi laser costruivano nel vuoto l'immagine tridimensionale di una Dallara (il progetto che sarà esecutivo nel 2012), un'altra Dallara, questa volta reale, è spuntata in mezzo a una nuvola di fumo, salendo e scendendo nello spazio. Ovunque telecamere per fissare lo spettacolo diffuso in tempo reale sul Web. Quando, al culmine dello show, il governatore dello stato dell'Indiana, Mitch Daniels, ha annunciato che l'azienda Parmense realizzerà una «fabbrica» a Indianapolis, nella sala si è levato un applauso interminabile.
I termini dell'accordo
 Dietro a questa scena da cinema si cela una realtà molto concreta. Si celano   accordi forti, un contratto minuzioso, una scommessa per il futuro, numeri che fanno bilancio (La fornitura di auto ai team della categoria copre il 25 per cento del fatturato della casa parmense). Riassumendo in breve gli interventi di tutti gli oratori, tra cui anche il sindaco di Indianapolis Greg Ballard, resta un fatto: dopo mesi di lavoro e di trattative (l'amministratore delegato di Varano Andrea Pontremoli e il responsabile delle attività americane, Andrea Toso hanno trattato e fornito spiegazioni fino all'ultimo minuto), la Dallara ha vinto la gara che la vedeva opposta all'inglese Lola e alle americane Swift, Bat e Delta, aggiudicandosi il diritto di fornire in esclusiva a tutti i partecipanti al campionato Indy le macchine con i telai completi ad esculsione degli elementi aerodinamici della carrozzeria (il kit composto da ali anteriori, fiancate laterali e cofano motore). La macchina sarà venduta al prezzo prefissato di 349 mila dollari, mentre il kit costerà 70  mila dollari. Calcolando che nel campionato Irl sono impegnati 11/12 team e una media di 25 vetture, i conti sono presto fatti. Inoltre, nulla esclude che le squadre si possano rivolgere proprio alla Dallara anche per la realizzazione del kit. A chi intenda realizzare le parti aerodinamiche anche per una sola squadra, tocca, però, l'obbligo di fornire la stessa attrezzatura a chiunque la richieda. Per i motori, non è stata concessa l'esclusiva a nessuna squadra: sono solo stati fissati dei parametri molto rigidi. Potranno raggiungere i sei cilindri con una potenza massima di 700 cavalli.
Un successo atteso
Per la Dallara questo contratto non è una novità assoluta ma la conferma di un ruolo conquistato sul campo. L'azienda di Varano ha costruito la sua prima vettura Indy nel  1997, e dopo quelle del 2000 e del 2003, questa è la quarta generazione di auto realizzate per la «Ligue». I risultati? 11 campionati vinti, 10 primi posti alla 500 miglia di Indianapolis, 150 successi in gare del circuito. Soprattutto, in questi anni, le vetture di Varano hanno soddisfatto gli organizzatori, le squadre e i piloti dal punto di vista della sicurezza, un fattore sempre determinante nella scelta del mezzo. La commissione voluta dal grande Boss della Indy Racing League, Randy Bernard, per esaminare le proposte di Lola, Swift, Bat e Delta, era composta da super esperti che vivono il mondo dell'automobilismo con professionalità diverse. Sette saggi pescati tra ex piloti, ex responsabili di team, manager sportivi, docenti universitari, costruttori di motori.   
 La Dallara a stelle e strisce
 Ciò che ha fatto più felici gli americani - e che forse ha influenzato in maniera decisiva la scelta  dei sette  super esperti che compongono la commissione  - è la decisione della Dallara di realizzare a Indianapolis almeno il 50 per cento delle componenti fornite alle squadre. Per far questo nascerà una fabbrica (in realtà, secondo i progetti, questa struttura sarà molto di più di una fabbrica, sarà un punto di ritrovo per gli appassionati e un centro di progettazione, ricerca e sviluppo di alto livello) a pochi passi dal mitico autodromo di Speedway, dove si corre la 500 Miglia e dalla «Hall of fame», un museo dedicato a un intero secolo di corse in «macchina»,   visitato ogni anno da milioni di persone. Da un piccolo paese dell'Appennino parmense la Dallara arriva al cuore della leggenda motoristica americana. Alla periferia di una città che ha fatto la storia dell'automobilismo mondiale: nei primi del Novecento producendo vetture in concorrenza con Detroit, per un secolo intero tenendo viva la corsa più celebre del mondo.





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