Brasile: violenza e aborto a 9 anni - E la Chiesa scomunica i medici
Una storia tremenda, che ha messo in rotta di collisione la Chiesa brasiliana con il governo del presidente Lula. L’arcivescovo della città di Recife ha scomunicato i medici che questa settimana hanno indotto l’aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta di due gemelli in seguito ai ripetuti abusi, risparmiando però da questa grave sanzione il patrigno della piccola, responsabile dello stupro. La posizione assunta dall’arcivescovo, Josè Cardoso Sobrinho, ha innescato una lunga serie di polemiche, non solo in Brasile, paese con il maggior numero di cattolici al mondo.
«E' un caso pietoso, ma il vero problema è che i due gemelli concepiti erano persone innocenti, avevano il diritto di vivere». Il cardinale Giovanni Battista Re, presidente della Pontificia commissione per l’America Latina, sostiene la decisione della Chiesa brasiliana di scomunicare i medici che hanno praticato l’aborto a una bimba di 9 anni rimasta incinta in seguito agli abusi del patrigno. In un colloquio riportato sulla Stampa, il cardinale ribadisce che la scomunica «è giusta» perchè «la vita va sempre tutelata», dunque «l'attacco alla Chiesa brasiliana è ingiustificato».
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