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di Andrea Violi
La sua fama lo precede. Alberto Petrolini è attore, anche in alcuni film di Tinto Brass, ex interprete di fotoromanzi e di campagne pubblicitarie, storico «tombeur de femmes» parmigiano. Petrolini è un cinquantenne dal nutrito curriculum. Negli anni '80 è stato premiato per una pubblicità della Sip. Ha recitato in alcuni film di Brass, da una parte in «Monella» (1998) al ruolo di protagonista nel recente cortometraggio «Hotel Courbet». Molti lo ricordano come un vero playboy.
Accetta volentieri un'intervista al telefono, fra un impegno e l'altro. Tratta l'interlocutore come se fosse un vecchio amico, si presenta scherzando come «Il principe della notte» e con il suo fare esuberante «impone» il “tu” nella conversazione. «La donna-oggetto non esiste», dice lui, perché è una scelta, quella di essere ballerina o la valletta in tv o modella in pubblicità più o meno sguaiate. Se fai quella scelta poi accetti le conseguenze: è quanto si legge fra le righe, nelle risposte. «Sono un po' maschilista», ammette fra una risposta e l'altra. Alberto Petrolini però non se ne cura: dice quello che pensa senza remore e anzi se la prende con chi, nella vita, si preoccupa più dell'apparenza che della sostanza.
In base alla tua esperienza nel mondo dello spettacolo, qual è il tuo approccio al tema della donna-oggetto in tv, cinema e arte?
Penso che la donna si stia evolvendo in una maniera “strana”, perdono un po' la femminilità. Si vedono molte donne nude ma meno femmine. Così come si vedono molti uomini e pochi veri maschi. Le donne oggi copiano gli uomini in tanti aspetti, ma soprattutto nella parte negativa: copiano l'aggressività, ad esempio, ma non anche la coerenza. Sul lavoro e nella vita, a volte sembra che vogliano la parità nei diritti ma non anche nei doveri. C'è una confusione generale, anche se ricosco che le donne sentono di avere una maggiore pressione culturale su di sé.
Le ragazze che si propongono per pubblicità, calendari, ruoli minori in televisione... sono le prima a voler essere «donna-oggetto». Quindi questo non è un problema: a loro conviene tutto questo. Cosa ne pensi?
Certe situazioni servono alle donne stesse, è vero. Ma a fare la differenza in tv, nel cinema o nell'arte non è il fatto di avere la quarta o la quinta di seno, ad esempio, oppure essere bionda o mora. A fare la differenza è la consapevolezza di se stesse, è la sicurezza con cui si portano queste doti, indipendentemente dalla forma. Molte ostentano sicurezza, ma conosco poche persone veramente sicure di sé. La nudità conta solo se una donna ha qualcosa dentro. Devi avere qualche talento per andare avanti. Ci sono showgirl che hanno qualche dote, magari non tantissime, ma comunque sanno metterle a frutto. Se una donna non ha nulla “dentro”, finisce per ridicolizzarsi con le altre e allontana gli uomini.
Si è riparlato di donna-oggetto anche di recente ... ma le candidate per il mondo dello spettacolo sono sempre tante...
C'è la fila! Penso, ad esempio, a quando è stato organizzato un provino per un film erotico a Praga. C'erano 920 ragazze per due posti! E spesso erano accompagnate dal padre. In Italia la situazione sarebbe stata diversa? Forse, perché è un Paese un po' bigotto... Però va detto che anche a Cinecittà e in altri contesti ci sono maree di ragazze disposte a tutto.
Quindi pensi che la nostra società sia moralista?
È una società finto-moralista, dove conta di più l'apparenza. Parliamo di Parma. Ho vissuto a Parma fino a 22 anni; ora vivo fra Milano e Roma, praticamente vivo in A1, però torno spesso a Parma. Si vive in una certa ipocrisia: molti vivono la vita che gli altri vogliono per loro. Per le donne è meglio un marito con la fama di uomo fedele, ma che in realtà ti mette le corna, piuttosto che il contrario.
Ma in definitiva - come chiediamo a tutti gli intervistati - secondo te il tema della donna-oggetto è di attualità oppure ci siamo «assuefatti»?
Il tema della donna-oggetto non esiste: se uno non vuole fare certi ruoli non li fa. A parte pochi personaggi, in tv ci sono anche tante persone di buona famiglia che lavorano, aspettano il momento giusto, che magari nemmeno arriva. C'è chi lavora pagandosi tutte le spese e fa una dura gavetta... ma non li obbliga nessuno. Lo stesso vale per le donne in tv e nel cinema.
C'è anche chi tenta di «accelerare» la carriera essendo disposte a tutto, anche a profferte sul piano sessuale...
Mah, forse sì, io non ne conosco. Comunque chi fa così rischia di svendersi senza ottenere nulla.
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