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di Andrea Violi
Quando gli spieghiamo il tema centrale dell'intervista, Mauro Coruzzi - in arte Platinette - esclama «Oddio!». Quello della donna-oggetto in tv e nei media secondo lui è un argomento un po' trito e ritrito e non lo nasconde nell'intervista a Gazzettadiparma.it. Coruzzi ha un'esperienza diretta del mondo dello spettacolo: lavora da anni in televisione, a contatto con quel «dietro le quinte» chiacchierato da tutti ma che “pochi” conoscono davvero. Nella nostra intervista, Coruzzi-Platinette spiega che, a suo avviso, le ragazze che arrivano sul piccolo schermo, nei calendari e così via sono le prime ad offrirsi per diventare “oggetto”. A loro sembra non interessare la mercificazione dell'immagine femminile. I consigli alle ragazze che vogliano avvicinarsi al mondo dello spettacolo, comunque, sono fondamentalmente questi: avere le idee chiare sui propri obiettivi e poi studiare, studiare sempre.
Lei conosce il mondo dello spettacolo da dentro. La tematica della donna resa oggetto è di attualità?
Le donne che diventano oggetto sono ben consapevoli di essere tali, quando fanno un calendario o altro. Bisognerebbe fare la domanda alle donne che per prime si pongono come oggetto di desiderio. Insomma, è un falso problema. Quando le donne ne ricavano un loro utile, il problema è risolto alla radice: che non piangano dicendo che è l'unico sistema per farsi notare! La colpa la attribuiscano a se stesse.
Uno degli intervistati nella nostra inchiesta ha detto: «Puoi anche cominciare come "donna-oggetto", ballerina, eccetera ma alla fine non basta. Per andare avanti qualcosa devi saper farlo». Condivide?
È bene che una non faccia il soprammobile per tutta la vita... Anche se non c'è nulla di male nell'apparire e nel non saper fare nulla... Semmai una ragazza deve capire cosa vuole fare (nel mondo dello spettacolo, ndr) e quanto vuole che renda ciò che fa. Per fare della televisione non ci vuole “niente”: per un reality non ci vuole grande talento, per fare il conduttore ne serve meno che in passato; per fare la ballerina almeno che una sappia ballare.
La tv esprime un po' la società di oggi?
La televisione è proprietà della gente comune ed è espressione di chi rappresenta il suo tempo.
Si dice che con i compromessi, anche sessuali, si faccia carriera più facilmente. Si tratta di un “fenomeno” diffuso?
(Con tono ironico) Io ho cercato spesso di darla a qualcuno ma non l'ha mai voluta nessuno! (Torna serio) Può accadere in tutti gli ambiti lavorativi ma non ci sono regole. Non trovo scandaloso scambiarsi favori fra adulti consenzienti. Ma non credo che tutti i direttori di rete o i responsabili abbiamo questa fame di sesso... E poi non hanno tempo! Forse per qualcuno è stato così ma... mi sembra una grande leggenda.
La tv sembra proporre sempre le stesse cose, sul piano dei contenuti: non servirebbe più coraggio di cambiare?
No, la televisione cambia molto velocemente. Rispetto a dieci anni fa è totalmente cambiata. Ci sono le fasce quotidiane, i reality show, i talent show... non c'era la fascia oraria del mattino, se non qualcosa sulla Rai, mentre oggi Mediaset ha un'alternativa consistente. Ci lamentiamo sempre, invece non siamo sempre lucidi verso i cambiamenti avvenuti in televisione. Lo show tradizionale è praticamente morto: fino a dieci anni fa non era così.
Quali consigli dà a una ragazza che voglia affrontare una carriera nel mondo dello spettacolo?
Per prima cosa, bisogna sapere quale specialità perseguire: attrice, cantante, ballerina, prezzemolina...? Una volta individuato il settore per il quale ci si sente portate, bisogna studiare. Sì, studiare è sempre la base: comunque devi farlo per te, ti serve sempre come persona. E poi paradossalmente bisogna valorizzare i propri difetti. Nel mio caso mi è servito per uscire da una depressione preesistente. Ho fatto la radio fin dagli inizi; quando è arrivata la tv, con la sua invadenza, ho pensato che fosse meglio mettere in luce le mie caratteristiche: l'aspetto non proprio filiforme, il carattere non docile, ma una trasparenza che spero arrivi all'utente come una vera forza.
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