OTTOMARZO2010. A PARMA
Partiamo da un fotogramma dei giorni scorsi. Municipio: presentazione delle manifestazioni per celebrare anche a Parma l'8 marzo, ovvero la Giornata della donna. Al tavolo della conferenza stampa...cinque uomini.
Per carità, è solo un dettaglio. Tanto più nella città che ha nella sua storia una donna come Maria Luigia e la ricorda ancora come una delle guide più illuminate. Una città che, in anni più recenti, proprio in Municipio ha avuto anche una donna sindaco (Mara Colla) e una donna commissario (quello stesso prefetto Cancellieri che ora sta riproponendo a Bologna il suo concreto attivismo).
Poi, però, se vai a spulciare il lunghissimo elenco dei premi Sant'Ilario (le eccellenze dela città), ti accorgi che le donne sono si e no il 5%, nel più che ventennale elenco delle medaglie d'oro. E proprio in questo 8 marzo (ma questa sembra davvero una coincidenza) è arrivata la notizia del pensionamento di una delle donne sicuramente più note della città: la soprintendente ai beni artistici Lucia Fornari Schianchi. Allora, forse è legittimo chiedersi se - pur nel proliferare degli appuntamenti e delle celebrazioni - anche nella nostra città il profumo ed il rituale delle mimose non servano a mimetizzare il perdurare della diffidenza e della marginalità. Nè, allargando il discorso, l'avvicinarsi dell'8 marzo ha visto ridursi le notizie della cronaca legate a violenze sulle donne.
Allora, gazzettadiparma.it vuole dedicare a questo 8 marzo un'attenzione particolare, approfittando degli spazi dilatati ed elastici del web. Il primo, aperto a tutti, è un "muro" virtuale per i vostri messaggi. I primi sono già arrivati: ora tocca a voi completare questo discorso a più voci, e tocca a voi essere i primi cronisti (e soprattutto le prime croniste, anche se il nostro muro accetta sia donne che uomini) di questo 8 marzo.
Poi vogliamo riproporvi, anche come provocazione, una nostra inchiesta sul corpo delle donne , spesso usato come oggetto del desiderio pubblicitario. Perchè una provocazione? Perchè forse è venuto il momento di chiedersi quanta colpa di questo fenomeno vada ascritta al nostro maschilismo (già: anche l'articolo che state leggendo è al maschile), e quanto sia invece frutto di un utilizzo distorto che del proprio corpo la donna è talvolta disposta a fare. Senza fare sconti nè da una parte nè dall'altra.
Infine, ma non certo da ultimo, abbiamo chiesto ancora una volta aiuto a Forum solidarietà, l'avamposto parmigiano della solidarietà che nel cuore dell'Oltretorrente supporta e coordina l'attività delle tante associazioni del volontariato. E quello che segue è proprio il viaggio fra le associazioni di Forum, fra schede, riflessioni, racconti e parole. Seguiteci, donne e uomini parmigiani: ne vale la pena. (G.B.)
LE ASSOCIAZIONI: PENSIERI E PAROLE AL FEMMINILE (E UNA RIFLESSIONE AL MASCHILE)
Nel nostro viaggio fra le associazioni, subito due brevissime fermate. Senza bisogno di troppe parole.
Il Centro antiviolenza . Qui, in fondo, basta la parola: a ricordare ogni giorno che c'è chi gestisce il rapporto uomo-donna con le botte. Nè c'è bisogno di molte parole per la Casa della giovane , che a sua volta ci ricorda come nel 2010 ci siano a Parma donne (e ragazze) alla ricerca di un rifugio, e di una base per iniziare una vita nuova, magari con anche la responsabilità di un figlio sulle giovani spalle.
Nella terza tappa troviamo una mimosa. Ma è una mimosa particolare: quella con cui l' ADA (Associazione donne ambientaliste) celebra ogni anno una donna che si batte con coraggio nel campo dell'ambiente o del sociale. Quest'anno il prmio è andato a Rosaria Capacchione, una giornalista del Mattino autrice del libro "L'oro della camorra".
Otto marzo da celebrare o da dimenticare? Se lo chiede Famigliapiù , che ha provato anche a ideare un decalogo: riflessioni semplici per aarivare a un traguardo che dovrebbe essere altrettanto semplice. E scontato: che sia otto marzo tutti i giorni.
Vagamonde è lo splendido nome di chi si batte su un fronte doppio: perchè la donna, sempre più spesso, è anche una migrante.
Si può nominare anche Dio al femminile? Se lo è chiesto, in uno degli incontri legati all'8 marzo, il CIF (Centro italiano femminile) . Parallelamente, i Cristiani per servire ci propongono un breve viaggio dallo storico e tragico episodio del 1908 (cui appunto si lega la ricorrenza dell'8 marzo) all'era della dilagante ribalta televisiva.
Il nostro viaggio prosegue e sale lungo Il cammino della Valceno , una associazione che ci propone sull'8 marzo un "quaderno" di pensieri, poesie e...ricette.
Infine una riflessione al maschile: quella di Marco Deriu e di una associazione che signifiicativamente si chiama Maschile Plurale. Ma non è una fine, perchè l'inchiesta (e vi rimandiamo ancora al nostro "muro" ) dovete scriverla soprattutto voi.
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