Stoffe, uncinetto e fantasia: e le bambole prendono vita
Chiara Pozzati
Golese - Quando sferruzzare diventa un’arte. E l’intramontabile passione dei piccoli conquista i grandi. Le bambole di Maria Pia Melegari, tutte rigorosamente figlie dell’uncinetto, sono il fiore all’occhiello di quartiere Golese.
Impossibile contare la collezione della pensionata dalle mani d’oro: oltre alla schiera di «pupe in stoffa» che custodisce a casa, crea con pazienza doni per la parrocchia e le associazioni di volontariato, ninnoli su richiesta di amici e parenti.
O, semplicemente, accontenta chi rimane incantato di fronte a quell’esercito ben vestito che spiccava sull’albero di Natale di Baganzola.
Un mondo antico ma sempre affascinante, che impegna la 68enne tutte le sere. In quartiere da mezzo secolo, ex operaia, una famiglia numerosa alle spalle, Maria Pia ha scoperto la passione per ago e filo.
«Sarebbe meglio dire che l’ho riscoperta», chiosa sorridendo. Già, in effetti, da brava «sorella, moglie e madre» la Melegari ha sempre cucito, «ma la passione per le bambole è recente». La prima «compagna di stoffa» l’ha creata sei anni fa.
«Lavorare all’uncinetto era un modo per occupare le lunghe serate invernali», spiega.
Un mondo in miniatura dove ogni sua creatura è diversa da tutte le altre: «hanno una personalità ben definita» scherza la sessantottenne.
Qualcuna ha lunghi capelli, qualcuna no. Ma sono soprattutto gli abitini a incantare lo sguardo di chi le tiene tra le mani.
Si tratta di graziosi vestitini e gonne a campana, cappelli e grembiuli. Tutti, ovviamente, su misura.
La domanda sorge spontanea: ma quanto tempo impiega per crearle?
«Be', direi che una giornata non basta».
«Ho sempre adorato le bambole – confida l’artista dell’uncinetto – fin da bambina. Anche se non ne avevo neppure una». «Erano tempi duri – prosegue seguendo il filo dei ricordi – e io facevo parte di una famiglia numerosa che aveva poco da spendere».
Alla fine però Maria Pia non solo si è «riempita la casa di bambole» , ripete, ma ha dato vita a una vera e propria collezione privata.
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