Il novantenne in prima linea per il quartiere
Margherita Portelli
Poche decine di passi separano la sua casa della vecchia sede del Quartiere San Pancrazio. Ironizzando afferma di aver trascorso più tempo in quel posto che tra le quattro mura casalinghe. Scherza, ma fino a un certo punto. Luigi Ghillani, 90 anni di cui 38 passati nel consiglio della circoscrizione (di cui quasi 10 da presidente), ha un solo rimpianto: «Avrei voluto andare avanti. Se i quartieri avessero avuto un futuro, mi sarei di certo ricandidato». La sua passione per la città, l’impegno politico che praticamente da sempre l’ha portato a farsi portavoce dei problemi della gente, non lo abbandona tuttora: «Anche se non sono più il presidente del quartiere San Pancrazio, la gente continua a segnalarmi quello che non va, e io mi impegno, per quel che posso, a fare presente la cosa a chi di dovere».
I capelli bianchi ben pettinati e lo sguardo autorevole, ma nient’affatto austero, danno a questo signore l’apparenza di un «nonno» qualunque: in realtà Ghillani è un vero e proprio «pilastro» del quartiere. Nato a Sorbolo, si trasferì a San Pancrazio appena 15enne: da allora non se andò mai, fatta eccezione per il periodo di guerra trascorso in Jugoslavia, e per i mesi successivi, quando, tornato in patria a causa di una brutta pleurite, dovette trascorrere dei mesi ricoverato in diversi ospedali del Nord Italia. Invalido di guerra, una volta tornato in piedi, non poté più riprendere il suo lavoro alla Bormioli, e così venne impiegato in Comune, dove lavorò come commesso capo del settore Lavori pubblici: «Sono andato in pensione nel ’72, dopo 35 anni di lavoro, e contestualmente diedi avvio al mio impegno in politica» ricorda. Inizialmente militò nel Partito socialista: «Ho iniziato in circoscrizione nel l’anno 1973, e da allora non ho mai più smesso. Fatta eccezione per una legislatura, quella dell’ex sindaco Lavagetto, non ho mai abbandonato il mio ruolo in Quartiere. Quando venne eletto primo cittadino Elvio Ubaldi, mi chiesero di unirmi a questo movimento civico, nel quale mi riconoscevo, e divenni presidente del San Pancrazio».
Dopo tanto impegno, e altrettante soddisfazioni, oggi Ghillani è molto dispiaciuto della soppressione dei quartieri: «Parecchia gente aveva bisogno di questa realtà per portare avanti le proprie istanze, non tanto i giovani, quanto gli anziani e le persone più in difficoltà – spiega -. Noi eravamo un ponte d’ascolto, che oggi purtroppo non esiste più».
Rappresentante integerrimo di una politica al servizio del cittadino «e non a servizio di se stessa, come purtroppo sembra essere sempre di più la politica di oggi», Ghillani ricorda le tante conquiste, come la scuola di Vicofertile e il centro giovani del quartiere, ma non si dà pace per le tante cose di cui ancora c’è bisogno: la scuola e l’asilo a San Pancrazio, ad esempio, o il centro diurno. «Alla politica ci si appassiona quando ci entri dentro – sorride -. Io mi ci son buttato a capofitto, perché la gioia che ti dà il riuscire a fare qualcosa di buono per le persone che ti circondano, è davvero impagabile».
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