Edicolante per tradizione e passione
La via Emilia scorre, fuori dalla vetrina. Ma dentro, al civico 120, località San Prospero, tutto è fermo. Si vendono giornali dal 1948: da allora quattro generazioni si sono date il cambio dietro il bancone. Vincenzo Soncini oggi ha 74 anni, e dal 2007 ha lasciato l’attività in mano al figlio. È lui a raccontare la storia di quella piccola bottega: lui che ci ha lavorato per quarantacinque anni, e che commentando il riconoscimento dell’Aquila d’oro, ricevuta pochi mesi fa dall’associazione «50&più» dell’Ascom, scherza: «Mi fa ridere che mi chiamino “Maestro del lavoro”. Forse è meglio “Vittima del lavoro”». L’edicola su via Emilio Lepido, che oggi è anche un piccolo negozietto, fu fondata dalla nonna di Vincenzo, Genoveffa Chiari, nel primo dopoguerra: «Poi per qualche anno continuò mia mamma Lina, e nel marzo del ’61 sono arrivato io – racconta oggi il penultimo rappresentante di questa famiglia di giornalai -. Ricordo ancora quando da ragazzino andavo in borgo Montassù e in via Saffi a ritirare i giornali con la mia moto Guzzi Zigolo 98. Per tanti anni sono stato impegnato dodici ore al giorno. Ferie? Mai fatte. Ho lavorato e basta; lo stare al servizio dei clienti l’ho sempre avvertito come un dovere». Un po’ come è anche oggi, quando tutte le mattine dà una mano al figlio Maurizio, andando ad aprire l’edicola alle 4 e mezzo del mattino: «Non è che si vendano poi tanti giornali in quelle due ore, ma faccio un piacere a quei tre o quattro bar e a quella manciata di clienti, è sufficiente» spiega. Al suo fianco come coadiuvante, per tanti anni, anche la moglie Giuseppina Riccò: «Dal 2007 tutto è nelle mani di mio figlio Maurizio, che ha 38 anni – continua Soncini -. E così continua la tradizione di famiglia. Non ricordo chi, una volta, entrando disse “Ma che bel negozio antico. Lo lasci così”. A dir la verità, non ci pensiamo proprio a cambiarlo».
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