Pappagalli: l'hobby e il relax del prete che ama l'ornitologia
Margherita Portelli
Passeggiando vicino alla chiesa Sacre Stimmate, nel quartiere Montanara, basta tendere l’orecchio per sentire provenire da dentro gli spazi della parrocchia armonici cinguettii che si rincorrono festosi. A spiegarne la ragione è padre Sergio Tommasi, parroco del quartiere dal 2008. Proprio lui, infatti, uomo di Dio da oltre trent’anni, non solo è un pastore di anime, ma è anche un esperto allevatore di uccellini: la sua passione per l’ornitologia, che lo accompagna ormai da tempi immemori, lo ha fatto innamorare in particolar modo dei pappagalli. «Dico, scherzando, che passo dai parrocchiani ai parrocchetti» afferma accarezzando uno dei suoi «cuccioli» dalle piume arcobaleno. Oltre cento i volatili che il parroco accudisce: «La passione per gli animali mi accompagna da sempre – racconta il padre stimmatino, 62 anni -: sin da piccolo ho imparato ad apprezzare le meraviglie della natura. La passione per l’ornitologia, poi, è nata una decina d’anni dopo la mia ordinazione: iniziai per caso, prendendomi cura dei passerotti che cadevano dai tetti per evitar loro di finire tra le grinfie dei gatti. Presi la prima voliera con i canarini, e poi mi appassionai ai pappagalli. Curarli richiede tempo e attenzione, ma mi aiutano a risollevarmi dalle fatiche quotidiane». Nel suo ufficio, oltre ad alcuni «volatili chiacchieroni», ci sono centinaia di statuette e piccoli souvenir a forma di uccellini: «Ne ho oltre duemila, e sono abbonato a diverse riviste di ornitologia» racconta il parroco, veronese di nascita e a Parma dal 2004. L’altro grande amore di padre Sergio è la musica: parroco cantautore, tra gli anni Ottanta e Duemila ha infatti inciso diversi cd di musica religiosa. «Ho sempre strimpellato la chitarra, e tanti anni fa quasi per caso mi ritrovai a un convegno di cantautori religiosi: così mi venne voglia di cominciare a comporre» ricorda. I suoi versi vengono intonati tutte le domeniche nella chiesa di via Sbravati, ma fino a qualche anno fa padre Sergio si esibiva in concerti, che andavano in scena tra piazze e parrocchie: «Ero bambino e mia mamma tutte le mattine mi svegliava cantando – sorride il parroco -, credo sia per questo che ho sempre amato la musica». Ora, a svegliarlo quotidianamente, non appena apre le finestre, ci pensa il parlottio amichevole di uno dei suoi cento amici pennuti: «Sono animali capaci di donare un grande affetto, e il cui linguaggio, realmente, si incontra perfettamente col nostro».
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