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Pneumatici invernali, perché sostituirli in primavera

Pneumatici invernali, perché sostituirli in primavera
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Le statistiche parlano chiaro: passato il tempo dello scetticismo e delle resistenze, anni di campagne di sensibilizzazione da parte di costruttori e istituzioni hanno finalmente convinto gli italiani delle proprietà dei pneumatici invernali. Tanto che la buona prassi di sostituire il proprio set di gomme al sopraggiungere della stagione fredda (la Direttiva Ministeriale impone alle amministrazioni locali che le Ordinanze abbiano efficacia dal 15 novembre al 15 aprile), su scala nazionale ha ormai contagiato un automobilista su quattro. E benché il confronto con altre nazioni europee sia ancora nettamente sfavorevole (in Germania, Paese sostanzialmente privo di rilievi montuosi e dalle temperature medie inferiori di appena un grado rispetto allo Stivale, il doppio treno di gomme è la regola), va detto in ogni caso che il trend è in rapida crescita anche alle nostre latitudini. La consapevolezza dell’Italia a quattro ruote ha raggiunto quote considerevoli: cambia il meteo, cambio i pneumatici. In generale, tuttavia, il comportamento dell’utente standard mostra talvolta tratti . Ovvero: alla visita dal gommista di metà novembre, non sempre corrisponde un nel mese di aprile. In altre parole, vuoi per pigrizia, vuoi per mancanza di informazioni in merito, le vetture che in primavera ed estate circolano con quattro gomme termiche sono ancora tante. Sia chiaro: nulla vieta di viaggiare con pneumatici invernali anche sotto un sole cocente


Ciò resta infatti possibile, a patto però che le coperture adottate rispettino il codice di velocità riportato in carta di circolazione: in caso contrario, a partire dal 16 maggio (la legge prevede un mese di tolleranza) l’infrazione comporta non solo significative sanzioni pecuniarie (da 419 euro a 1.682 euro), ma anche il ritiro del libretto di circolazione e l’invio in revisione del veicolo. Vale anche per i cosiddetti pneumatici : fa fede il codice alfanumerico impresso sulla spalla del pneumatico. Nel caso, quindi, il prodotto in questione possieda le credenziali per circolare tutto l’anno, la scelta di rimandare la sostituzione - per non dire di del tutto - nasconde tuttavia diversi svantaggi: sia in termini di consumi (dei pneumatici stessi, così come di carburante), sia sul piano del comfort di bordo (maggiore rumorosità, maggiori vibrazioni), sia infine dal punto di vista della sicurezza vera e propria. Miglior aderenza, uguale miglior stabilità in rettilineo e in curva. Test empirici condotti da Assogomma – l’associazione confindustriale che raggruppa i produttori di pneumatici attivi sul territorio italiano – dimostrano ad esempio come, in condizioni di asfalto asciutto e termometro a 20°, a 60 km/h gli spazi di frenata si allunghino del 25% rispetto a quelli calcolati con gomme estive. Risultati analoghi si ottengono ripetendo l’esperimento su fondo bagnato: per arrestarsi completamente, un’automobile provvista di gomme <M+S> che viaggi a 80 km/h chiede il 18% in più di . Un gap non certo trascurabile, tale da marcare la differenza tra un brusco tamponamento e una manovra svolta invece in totale sicurezza. Col caldo, in conclusione, indossare di stagione conviene. Anche alla propria auto.

 

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