Salute

Tumore al seno: l'esame per la diagnosi precoce

Tumore al seno: l'esame per la diagnosi precoce
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La diagnosi precoce del tumore al seno ha un’arma in più, il Comfort Scan, lo strumento diagnostico di nuova generazione particolarmente indicato per le giovani donne con meno di 40 anni. “Il Comfort Scan non è una mammografia indolore e neppure vuole sostituirsi ad essa - spiega il senologo Salvatore Napolitano – Bensì è uno strumento che si integra nel percorso che conduce alla diagnosi di tumore della mammella, inserendosi nella sua fase iniziale”. Per il medico senologo si tratta di una modalità in più per effettuare diagnosi precoce soprattutto nelle giovani donne in cui la mammografia fatica ad indagare la ghiandola mammaria, per il suo tessuto denso, non facilmente penetrabile dai raggi X. “La piena efficacia della mammografia si ha infatti quando la donna supera i 40 anni e inizia a scomparire la ghiandola mammaria, che viene sostituita dal tessuto adiposo, facilmente indagabile nel dettaglio con la radiografia” spiega Napolitano.

La diagnosi precoce del tumore al seno rimane la principale arma per debellare questa patologia che rimane in Italia la neoplasia più frequente nel sesso femminile: il 25% circa dei tumori diagnosticati alle donne di ogni età. Per comprendere il valore degli esami preventivi, basta pensare che secondo le rilevazioni statistiche del Registro tumori italiani, 1 donna su 11 rischia di sviluppare questa malattia nel corso della propria vita e 1 su 50 di avere un esito infausto. Per questo nella nostra nazione (e a livello europeo) sono attivi programmi di screening mammografico rivolti alla popolazione femminile.

Cos’è la mammografia
La mammografia è una radiografia eseguita comprimendo il seno. Serve ad individuare forme tumorali o potenzialmente tali. È l’esame indicato per lo screening rivolto a tutte le donne: nella regione Emilia Romagna viene proposto su invito alle residenti annualmente per la fascia d’età dai 45 ai 49 anni e ogni due anni dai 70 ai 74 anni. Può anche essere richiesta dal medico di Medicina generale o dallo specialista come esame di approfondimento quando alla palpazione si rileva un nodulo o altre evidenze che richiedono un esame strumentale.
Lo screening mammografico ha consentito di aumentare progressivamente la possibilità delle donne malate di sopravvivere alla malattia, soprattutto se la diagnosi è precoce (97.6%). Ma presenta il limite di non riuscire ad intercettare nelle donne giovani, con mammella densa, tumori di piccole dimensioni o particolarmente aggressivi, che si sviluppano tra un controllo annuale e l’altro.

Come funziona il Comfort Scan
Per il posizionamento della paziente e la modalità di esecuzione dell’esame, la mammografia e il Comfort Scan si assomigliano, ma quest’ultimo non provoca dolore, grazie ad una morbida membrana che avvolge il seno e attenua la compressione. L’apparecchio diagnostico fornisce un’immagine dinamica del seno e non statica (come quella ottenuta con la mammografia) e invece di effettuare raggi X, esegue una scansione ottica con luce monocromatica (rossa), capace di individuare i sottili mutamenti vascolari, spesso associati alle prime fasi di esordio del tumore. Nel filmato prodotto dallo strumento, il medico senologo può osservare come si modifica la dinamica del seno in base allo schiacciamento e all’intensità della luce. “L’apparecchio diagnostico rileva la neoangiogenesi, cioè il processo che conduce alla formazione di nuovi vasi sanguigni – spiega lo specialista – Quando il tumore si sviluppa, le sue cellule hanno bisogno di maggiore apporto energetico. Cercandolo nel sangue liberano enzimi che formano vasi propri, più tortuosi e delicati dei normali, che con la pressione esercitata dal Comfort Scan vengono schiacciati e si chiudono, intrappolando il sangue nell’area del tumore”. A questo punto la luce rossa si lega alla deossiemoglobina rilevando nell’immagine una zona di alterazione vascolare.
La visita senologica prosegue quindi con la palpazione e l’ecografia mirata nel punto individuato dal Comfort Scan. E, qualora lo specialista lo ritenga necessario, con l’esecuzione di una mammografia.



Il Comfort Scan viene progettato negli anni Novanta ad Harward, dove la sua efficacia predittiva è stata testata fino al 2004. In seguito viene commercializzato e utilizzato in centri specializzati anche in Italia. La sua efficacia è validata da numerosi studi clinici svolti negli Stati Uniti. Attualmente è in corso anche in Italia uno studio di ricerca multicentrico, basato su oltre 16.000 casi clinici.

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