Salute

Quando il naso non funziona ci si ammala di più

Quando il naso non funziona ci si ammala di più
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Quando il naso non funziona ci si ammala di più: otiti, faringiti, bronchiti e sinusiti sono in agguato, interessando le aree al naso strettamente connesse. Viceversa quando ci sono bronchiti frequenti, sinusite, mal di testa, orecchie chiuse, naso che cola e starnuti a raffica è bene sondare la salute del naso, che in molti casi potrebbe essere allergico, anche in presenza di prick test negativi. Recenti studi confermano la crescita negli ultimi anni delle allergie nasali, con la stima che il 14 per cento della popolazione le sviluppa dopo i 60 anni. Le cause? Non solo predisposizione genetica, ma fattori scatenanti come l’inquinamento atmosferico e i “nuovi” germi che popolano l’aria che respiriamo.

“La citologia nasale è attualmente l’esame più adeguato per stabilire lo stato di salute di questo organo che “ossigena” seni paranasali, orecchie e gola” spiega l’otorinolaringoiatra Luca Banchini. È un esame semplice e non invasivo, adatto anche ai bambini, che restituisce, con l’analisi di un tradizionale vetrino, la stato delle cellule del naso e individua eventuali allergie. A causa di un’allergia nasale sovrapposta può infatti accadere che, nonostante il vaccino specifico per l’allergia identificata con i test (ad esempio all’acaro o al pelo di gatto), il paziente non stia ancora bene, oppure che risulti parziale l’effetto della terapia mirata.

Durante la visita il medico riconosce i segni di un’allergia innanzitutto nell’aspetto del naso, che presenta una mucosa pallida, i turbinati ipertrofici e durante la visita produce sternuti e acqua.
“La citologia conferma il sospetto dello specialista, oppure segnala cose nascoste, come i segni di un reflusso gastro esofageo, grazie all’evidenza di un danno da esalazione acida verso il naso, che ha caratteristiche simili a quelle lasciate dal fumo di sigaretta” spiega Banchini.
La metodica è utile anche a monitorare l’efficacia delle terapie, per modificarle nel tempo, e il decorso di malattie croniche quali le rinosinusiti, la sinusite allergica, l’asma e i polipi.

Anche nei bambini, il metodo diagnostico rileva spesso nel naso allergico la causa di quei strani mal di testa che tanto allarmano i genitori e delle otiti ricorrenti con perforazione del timpano. “Nei piccoli pazienti, inoltre, la citologia nasale consente di evidenziare il biofilm batterico, quella “casetta” costruita dai germi nel naso, causa delle più diffuse infezioni respiratorie ricorrenti nell’infanzia” aggiunge lo specialista.
E proprio grazie a questo esame, si può procedere con una terapia mirata, da associare eventualmente all’intervento di asportazione delle adenoidi o al trattamento della rinopatia allergica.


“La terapia più indicata per il paziente allergico è quella cortisonica che non deve spaventare, perché meno dello 0,1 per cento del prodotto inalato va in circolo” sottolinea lo specialista. Nessuna paura quindi degli spray nasali, che rimangono l’arma più efficace (e validata scientificamente) per ridurre il gonfiore della mucosa nasale, dovuta alla dilatazione di piccoli vasi.
“L’invito rivolto a tutti coloro che hanno “problemi di naso” è di non accettare questa fastidiosa condizione, ma di recarsi dallo specialista per capire qual è la causa di questo ridotto funzionamento. Con lo scopo di raggiungere un migliore stato di benessere generale” conclude Banchini.


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