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Dolori articolari e tendinopatie: come combatterli

Dolori articolari e tendinopatie: come combatterli
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Dolori articolari e tendinopatie? Ne soffre gran parte della popolazione anziana e molti sportivi, che sottopongo le articolazioni mobili a ripetuti microtraumi. Il dolore alle articolazioni può essere un fastidio di modesta entità che colpisce braccia, mani e gambe, cioè gli arti più soggetti a movimento nella vita quotidiana. Ma può anche manifestarsi o trasformarsi in dolore acuto, di intensità tale da limitare le funzioni dell’arto. È spesso dovuto all’usura e alla degenerazione dei tessuti dell’articolazione, connessa con l’avanzare dell’età. Con il dolore articolare convivono male uomini e donne di qualsiasi età, ma dopo la menopausa sono soprattutto quest’ultime a soffrirne, 3 per ogni maschio. Per le patologie dei tendini invece il discorso è diverso: colpiscono in particolare gli sportivi, anche giovani, che impongono sforzi intesi e ripetuti alle articolazioni.

 Le terapie più efficaci sono personalizzate sull’età e le abitudini di vita del paziente. Possono limitarsi a curare il sintomo (il dolore) o puntare a ridurre il fenomeno infiammatorio. Sono farmacologiche, fisioterapiche e, nei casi estremi, anche chirurgiche, quando il danno è da trauma o in stadio avanzato.

 Oggi però, anche in questi casi, è possibile non ricorrere all’intervento chirurgico per recuperare la funzionalità dell’arto, grazie alle terapie infiltrative con i concentrati piastrinici (Prp - Platelet-rich plasma), che agevolano la rigenerazione dei tessuti. L’innovativa tecnica terapeutica è particolarmente indicata per le patologie tendinee più diffuse dopo i 40 anni, che rappresentano un problema spesso di difficile soluzione, specialmente nelle forme croniche.

Chiamato anche gel pianistrico, il Prp (plasma arricchito in piastrine) è costituito da piccoli frammenti cellulari ricchi di granuli contenuti nel sangue periferico che elaborano, immagazzinano e rilasciano, quando sono attivati, numerosi fattori di crescita capaci di stimolare i meccanismi di riparazione tessutale. Sono abili anche nell’influenzare il comportamento di altre cellule, con effetti sulla riduzione dell’infiammazione. Il Prp è attualmente tra i “fattori di crescita” più studiati e utilizzati in medicina.

La risposta biologica del tendine lesionato è sempre in relazione alla vascolarizzazione, alla cellularità, all’innervazione e all’infiammazione

Il risultato non è immediato in quanto il processo di guarigione del tessuto richiede tempo, anche se si può assistere frequentemente ad una riduzione del dolore già poche ore dopo l’infiltrazione.

Il trattamento

Il concentrato piastrinico viene iniettato per infiltrazione.  Dopo aver ottenuto il gel piastrinico, il medico procede all’allestimento di un campo sterile ed esegue l’anestesia locale sulla parte da trattare. Si esegue poi all’infiltrazione del Prp nel tendine malato, iniettando piccole dosi direttamente nel suo tessuto con una comune siringa. Dopo la seduta è bene rimanere a riposo nei primi giorni e applicare localmente ghiaccio. Poi si possono riprendere gradualmente le attività abituali, limitando gli sforzi per altri 10 giorni. L’infiltrazione può essere ripetuta anche a distanza di una settimana.

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