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Test universitari, come superarli in 10 passi

Test universitari, come superarli in 10 passi
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Rappresentano l’ultimo scoglio, il lasciapassare per tutti gli studenti i quali, conseguito con successo il diploma di Maturità e trascorse le meritate vacanze estive, intendono iscriversi all’Università. Sono i test di ammissione, quelle prove – disciplinate su scala nazionale dal Ministero dell’Istruzione o erogate, a seconda dei casi, dai singoli atenei - che stabiliscono l’idoneità di un candidato a sostenere un corso di laurea a numero chiuso. Nel sistema nervoso degli aspiranti corsisti, già provati dalla maratona degli esami a conclusione del proprio ciclo scolastico, l’appuntamento col fatidico genera solitamente un’ansia da prestazione di intensità non inferiore a quella registrata qualche mese prima, seduti sui banchi del proprio vecchio istituto. Il grado di preparazione necessario a ritagliarsi un posto in graduatoria è dopotutto impegnativo. E spazia dalla cultura generale ad argomenti di carattere più specifico.

Ecco perché la passione per una determinata materia, sia essa la medicina o l’architettura, è talvolta condizione necessaria ma non sufficiente a guadagnarsi il diritto a proseguire il percorso di studi. Quello, almeno, che inizialmente – di comune accordo, solitamente, coi propri genitori - si progettava di coltivare. Cultura generale, attualità, storia, elementi di logica: i test di ingresso mettono alla prova il candidato da una prospettiva globale, e non solo tecnico-scientifica. Attualmente, le uniche prove ufficiali elaborate dal MIUR e somministrate a tutti i candidati del medesimo corso di laurea sono quelle di Medicina, Odontoiatria (da qualche anno unificate), Veterinaria e Architettura. Per legge, i test di ammissione agli altri corsi a numero programmato - ovvero Professioni sanitarie e Scienze della Formazione primaria -, pur prevedendo criteri definiti dal Ministero e validi per tutti i candidati, sono invece gestiti dalle singole università.

Preparazione e competenze di vario genere, ma non solo. Per oltrepassare indenni il test, è infatti necessario anche conoscerne in anticipo la particolare formula a risposta multipla in un arco di tempo prestabilito. Nell’ottica del superamento di un test di ammissione, sia esso di sbarramento o di semplice orientamento attitudinale, gli studenti hanno dunque bisogno di prepararsi il più possibile al quiz in sé e alle sue insidie. Di qui la necessità di prendere confidenza con le prove ufficiali degli anni passati, di esercitarsi a risolvere correttamente quanti più quesiti nel minor tempo possibile, infine di confrontarsi con gli altri candidati. Superare o meno un test d’ingresso non dipende infatti esclusivamente dalla propria preparazione in termini assoluti, ma anche e soprattutto in relazione alla preparazione degli altri.

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Di seguito, le dieci regole d’oro alle quali ogni studente dovrebbe attenersi ai fini del successo.

Conosci te stesso

L’orientamento non può esaurirsi nel parere di un esperto o nel consiglio di un adulto. Va inteso, al contrario, come percorso di auto-analisi ed auto-valutazione, processo che tenga conto di fattori tra cui inclinazioni, attitudini, personalità, autostima, motivazioni, interessi, contesto, coerenza. Da qui la scelta del corso più adatto.

Preparare un

Conviene sin da subito iscriversi anche ad un test di riserva, nel caso non si venga ammessi alla facoltà preferita. La scelta andrà calibrata tra quei corsi che permettono in un secondo momento di trasferirsi senza perdere esami.

Mai disperare

Le statistiche mostrano come talvolta si liberi anche il 15-20% dei posti per rinuncia. Anche se non si rientra in graduatoria al primo colpo, controllare quindi con frequenza eventuali variazioni, contattando la segreteria o il sito web della facoltà.

Evitare il fai-da-te

Nelle settimane precedenti all’appuntamento, meglio rivolgersi a professionisti esperti o insegnanti competenti nella gestione di queste determinate prove. Un piccolo investimento economico, che può tuttavia rivelarsi decisivo.

Pasta in bianco anziché notti in bianco

La stanchezza dovuta al dell’ultima ora diminuirebbe la capacità di concentrazione durante il test. Al contrario, una sana dormita e una cena leggera, seguita la mattina da una colazione a base di carboidrati, favoriranno l’equilibrio psicofisico e le indispensabili proprietà mnemoniche.   

Un problema alla volta

Una volta in aula, seguire con attenzione le istruzioni, spesso erogate dopo la consegna del compito, e non gettarsi subito a leggere tutte le domande. 

Non tirare a indovinare

In alcuni casi, le risposte errate sono più dannose di quelle in bianco, in quanto causano una maggiore penalizzazione nel punteggio. 

Attenzione alle domande-trabocchetto

Leggere bene sia il testo della domanda, sia quello di tutte le risposte. In passato, infatti, si è verificato il caso di più alternative corrette, ma non tutte nella stessa misura.

La legge è uguale per tutti

Se si hanno dubbi sulla tempistica, sulle procedure seguite dalla commissione, sulla regolarità della prova o sull’eventualità di , individuare compagni che siano disposti a testimoniare.

Protestare è inutile

Non conviene invece discutere in aula prima di aver terminato il test: si rischia solo di essere penalizzati, o addirittura espulsi. 

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