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Furti: 5 regole d'oro per dormire sonni tranquilli

Furti in appartamento, 5 regole d’oro per dormire sonni tranquilli
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Esiste una categoria professionale che non si concede una vacanza nemmeno a Ferragosto. Che anzi, d’estate raddoppia i turni di lavoro. Parliamo dei topi d’appartamento, “specie” che negli ultimi anni, a Parma e provincia come d’altronde nel resto della Penisola, sembra essersi moltiplicata a ritmi ben superiori ai comuni ratti che di notte salgono in superficie per rovistare tra i rifiuti. I periodici rapporti diffusi dalle Forze dell’ordine restituiscono un quadro allarmante: se in ambito nazionale il Censis rivela come negli ultimi dieci anni i furti nelle abitazioni siano più che raddoppiati, passando dai 110.887 denunciati nel 2004 ai 251.422 del 2013, per una crescita vertiginosa del 126,7% (solo nell’ultimo anno l’incremento è stato del 5,9%), la nostra città non è da meno registrando un tasso in costante crescita. Con la conseguenza che il clima di fiducia dei parmigiani, parallelamente, scende in picchiata. Magra consolazione, dalle nostre parti l’incidenza di questo genere di reato resta lontana rispetto alle grandi città come Torino, Roma e Milano. Ma chi ha più il coraggio di accostare Parma a un”isola felice”?

 Quella dei ladri di appartamento è una minaccia senza quartiere e non conosce stagioni, né è possibile individuare un momento della giornata a maggiore rischio rispetto agli altri. Già, perché i delinquenti agiscono di notte così come in pieno giorno, in rioni popolosi allo stesso modo che nelle isolate ville di campagna. Mentre i proprietari sono assenti ma anche, ahimè, se gli inquilini sono in casa e non sospettano di nulla. Il fenomeno è indubbiamente di difficile gestione e uno stato di allerta superiore che in passato è pienamente giustificato. Tanto più che le tecniche e gli strumenti oggi utilizzati dai rapinatori, molto spesso autentici professionisti di origini esteuropee, hanno nel tempo conosciuto un’evoluzione alla quale riesce difficile stare al passo. Esistono tuttavia alcuni accorgimenti che, se adottati regolarmente e nella giusta forma, consentono di ridurre drasticamente il rischio di un rientro dalle ferie “con sorpresa”, per non dire un ancor più inquietante faccia a faccia con il malintenzionato (o i malintenzionati, visto il modus operandi in piccole squadre).

 Ecco i principali. 

1. Luci sulla scena del reato

Se si abbandona l’abitazione per un periodo di tempo limitato, lasciare accesa la luce di una stanza, un televisore o una radio: ovviamente, i rumori scoraggiano la maggior parte dei ladri, che eventualmente ripiegheranno su un “target” meno rischioso. In particolare, esistono apparecchi dotati della funzione “timer” che in chiave anti-furto possono tornare molto utili. Sempre in caso di assenza: se coi vicini corrono rapporti di massima fiducia, chiedere loro il favore di effettuare dei periodici controlli. Scambiare con essi i numeri di telefono e impegnarsi a contattarsi a vicenda qualora si avvertissero rumori o movimenti sospetti. 

2. Segretaria reticente

Sulla segreteria del telefono fisso, registrare messaggi esclusivamente al plurale. Anziché il classico “Siamo momentaneamente assenti", pronunciare piuttosto una frase del tipo "In questo momento non possiamo rispondere". Anche il citofono riveste la sua importanza: applicare preferibilmente solo il cognome, così da evitare di fornire eccessive informazioni sul numero e l’identità degli inquilini che popolano l’appartamento. Lo stesso vale per la cassetta della posta. A proposito: una cassetta colma fornisce la prova di un’assenza prolungata. È utile chiedere al vicino di svuotarla qualora la posta debordasse, offrendosi ovviamente di ricambiare il favore a parti invertite. 

3. Non aprite quella porta

Rinforzare la porta d'ingresso, banale ma cruciale. I carabinieri consigliano di farsi installare da una ditta specializzata una porta blindata con spioncino e serratura di sicurezza. Anche aumentare le difese cosiddette “passive" come, ad esempio, l'installazione di videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso, è un accorgimento oltremodo utile. In particolare, esistono sensori volumetrici che, se posizionati nei punti strategici di accesso, sono programmati per rilevare ogni movimento sospetto: se qualcuno tenta di introdursi furtivamente, si accendono luci, sirene e lampeggianti e si viene avvisati via telefono. Se invece si è in casa, la reazione è più discreta ma comunque tale da permettere di chiedere aiuto all’esterno. Chi abita ai piani bassi, infine, monti delle grate alle finestre o scelga vetri con proprietà antisfondamento. Le comuni tapparelle in plastica, purtroppo, sono facilmente neutralizzabili con un semplice cutter. 

4. Mastro di chiavi

Controllare che la propria chiave di accesso non sia facilmente duplicabile: se proprio risulta necessario riprodurne una copia, recarsi personalmente dal ferramenta. Mai, inoltre, nascondere la chiave sotto lo zerbino: un'abitudine molto pratica e diffusa, specie presso le famiglie numerose, rischia tuttavia di trasformarsi in un pacco regalo per quei ladri che, prima di entrare in azione, studiano a lungo le abitudini delle persone che vivono nell'appartamento preso di mira. 

5. Filo diretto con la Polizia

Collegare gli antifurto con i numeri di emergenza (112, 113). Fondamentale non informare nessuno del genere di apparecchiature di sicurezza di cui vi siete dotati, né della disponibilità di eventuali casseforti. Meno gli altri sanno, meglio è. Anche a costo di alimentare un clima di reciproca diffidenza. 

Bonus: i social network

Anche se la tentazione è forte e le conseguenze apparentemente innocue, mai divulgare sul proprio profilo Facebook notizie precise circa il periodo e il luogo in cui si andrà in vacanza. Né tantomeno postare foto che riproducano l’interno della casa e particolari di valore (quadri, mobili, gioielli, etc.) che possano renderla un obiettivo appetibile. Da una semplice foto scattata con lo smartphone e ingenuamente pubblicata online per vanità a un appartamento svaligiato, purtroppo, il passo è breve.

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