10°

22°

scuola

Iscrizione alle superiori: la scelta giusta in 5 mosse

Iscrizione alle superiori: la scelta giusta in 5 mosse
Ricevi gratis le news
0

“Non fermarti alla terza media”. Un doppio senso stampato su alcune t-shirt spiritose che – ahimè - istiga a darci dentro con l’alcool offre in realtà uno spunto anche agli studenti che tra qualche giorno torneranno sui banchi di scuola per affrontare l’ultimo anno delle medie inferiori. Quale indirizzo superiore scegliere, per l’anno venturo? Liceo, istituto tecnico o istituto professionale? Un bivio apparentemente semplice da gestire ha infatti il potere di condizionare il resto della carriera scolastica – ed eventualmente quella universitaria - dell’individuo in questione, per non dire l’intera vita lavorativa del futuro adulto. Meglio spendere qualche energia in più e ponderare la decisione sin nei dettagli, insomma.

 Nonostante a 13-14 anni, difficilmente, un adolescente riesca a proiettare le sue aspirazioni in forma nitida, e per quanto le abilità mostrate in una determinata fase dell’apprendimento siano destinata in molti casi ad evolvere verso strade sino a quel momento non ancora prese in considerazione, adottare la decisione giusta è possibile. Rispettando una serie di passaggi ben precisi di carattere tecnico e caratteriale, ispirati al buon senso e calibrati sulle specifiche proprietà e aspettative del ragazzo. E benché l’attenzione non debba mai allontanarsi dal programma di studi previsto per l’anno in corso, principio doppiamente valido per chi – proprio come gli alunni di terza media – la prossima estate sarà chiamato a sostenere la sessione di esami, sin da settembre è utile cominciare a guardarsi intorno e a modellare giorno dopo giorno un’idea via via più realistica.

 Ecco dunque alcuni consigli per un felice quinquennio superiore.

 1. Ascolta il tuo cuore

Giusto e normale che la famiglia e gli insegnanti della scuola media consiglino il ragazzo, ma è importante che la scelta definitiva sia opera del giovane stesso, e non di altri al posto suo. Certo, non è facile per un ragazzo di quell’età elaborare un percorso che impatterà sul proprio futuro. Tuttavia è importante che dietro alla legittima richiesta di consiglio non si nasconda una completa delega alla scelta, in cui l'indicazione fornita dal genitore viene fatta propria pur non desiderandola del tutto o in parte. Dopotutto, i genitori potrebbero essere influenzati - spesso inconsapevolmente - dalle proprie aspettative mancate, oppure da desideri sul futuro dei propri figli. L'ideale è quindi aiutare il giovane – e non sostituirsi - a esprimere serenamente inclinazioni e interessi. Scoraggiare infine l'adolescente a farsi eccessivamente influenzare dalle scelte di amici o compagni di classe: i rapporti di amicizia possono essere coltivati anche al di fuori delle ore di lezione, mentre il proprio talento ha bisogno del giusto “humus” nel quale germogliare.

 2. Scuola “interessante” o scuola “utile”?

Altro dilemma che – oggi più che mai – si fa strada tra le famiglie italiane alle prese con un processo di orientamento. In linea di massima, occorre considerare che il mercato del lavoro cambia molto velocemente: un profilo oggi molto gettonato, innanzitutto, un domani potrebbe al contrario perdere quote. Inoltre, se il ragazzo studia materie che non rapiscono minimamente il suo interesse, le probabilità che il percorso di studi si interrompa precocemente e che insorgano alcune forme di disagio sociale e caratteriale aumentano. I genitori ragionino tenendo sempre come punto di riferimento la personalità del figlio, le sue attitudini e i suoi interessi. Se essi coincidono con la domanda di lavoro in auge in quel determinato momento, tanto meglio.

 3. Internet, il quinto potere.

Tema assai delicato. La rete è al tempo stesso miniera d’oro di informazioni e giungla all’interno della quale, senza un navigatore satellitare, è pressoché matematico perdersi. In funzione della scelta intelligente di una scuola superiore, tuttavia, su Internet il materiale abbonda ed è reperibile sia visitando siti istituzionali (Ministero, Regione, etc.), sia consultando siti web dedicati agli studenti ricchi di consigli, forum, testimonianze dirette e test attitudinali. Navigando consapevolmente, il ragazzo ammucchierà numerosi elementi in più e limiterà il margine di errore al momento di compiere il passo decisivo. D’altra parte, l’iscrizione stessa avviene ormai mediante il canale informatico.

 4. Mi assumo le mie responsabilità.

Affinché lo studente si senta pienamente protagonista del percorso di vita che sta per intraprendere, fondamentale è coinvolgerlo anche nelle fasi preliminari, dalle giornate di orientamento all’'iscrizione al corso di studi, fino all'acquisto dei primi libri di testo. In genere, infatti, un adolescente alle prese con un'avventura piacevole e motivato verso la propria scelta sarà entusiasta ed orgoglioso di occuparsi in prima persona anche degli aspetti più formali e burocratici.

 5. Giro di ricognizione.

Anche dopo aver sbrigato le pratiche di pre-iscrizione, è importante che il giovane compia un sopralluogo della scuola e fissi un incontro con il preside, o comunque con personale preposto all'accoglienza. Durante il colloquio, verranno trattate sommariamente le discipline da studiare non solo al primo anno, bensì nell'arco dell'iter intero che porterà al diploma. Troppo spesso, infatti, capita che gli adolescenti maturino un'idea dei vari indirizzi di studio generica e viziata dalle esperienze soggettive di fratelli maggiori o conoscenti. Per ottenere buone valutazioni al liceo scientifico non è indispensabile – né sufficiente – cavarsela alla grande in matematica, mentre in un istituto d’arte non si impartiscono soltanto lezioni di pittura. Trovarsi di fronte a materie sconosciute è proprio uno dei fattori che porta a “mollare” nell'arco del tempo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi