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Casa, 5 indizi che le fondazioni stanno cedendo

Casa, 5 indizi che le fondazioni stanno cedendo
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“Non ci sono più le mezze stagioni”. Se anche i muri delle case potessero parlare, molto probabilmente sarebbero d’accordo con le considerazioni dei propri inquilini. Lunghi periodi piovosi, alternati in modo brusco a cicli sempre più siccitosi, mettono infatti a dura prova anche le fondamenta delle costruzioni più virtuose. 

Così, anche edifici un tempo giudicati stabili cominciano oggi a manifestare fastidiosi problemi di dissesto. Come i cambiamenti climatici in atto condizionino la tenuta delle fondazioni, è presto detto: l’irruenza dei fenomeni atmosferici fa sì che volumi sempre maggiori di terreno appartenenti alla “coltre attiva”, ovvero a quello strato superficiale che normalmente non interferisce con le fondazioni, stiano ormai estendendo la loro sensibilità fino a profondità di 5-6 metri dal piano di campagna. 

Si assiste in sostanza a un progressivo incremento delle variazioni volumetriche dei terreni prossimi alla superficie. Con inevitabili riflessi sui meccanismi che governano la stabilità del suolo e, di conseguenza, l'equilibrio stesso della costruzione sovrastante. I cedimenti minacciano una quota sempre maggiore di edifici: per scoprire se anche casa propria è stata contagiata o è in procinto di farlo, esiste una serie di variabili alle quali occorre prestare particolare attenzione. 

Ma cosa si intende, più precisamente, per cedimento di un terreno? A causa dei recenti cambiamenti climatici, la coltre attiva del suolo ha dunque spinto in profondità la sua sensibilità all'azione delle acque e della siccità. Un terreno è dopotutto un mezzo cosiddetto multi-fase: fase “liquida”, fase “solida” e “gassosa”. Quella solida è decisamente influenzata dalla presenza di acqua e vuoti, oltre che dalle loro conseguenti mutazioni nel tempo. Ne risulta quindi che le caratteristiche geotecniche e idrauliche del terreno possono subire notevoli variazioni. 

In un terreno parzialmente saturo, in particolare, la pressione dell'acqua nei pori presenti è sempre inferiore alla pressione della fase gassosa. Questa differenza è definita tecnicamente “suzione di matrice”: la variazione di questo parametro incide in modo determinante sul comportamento del terreno stesso. L'acqua, oltretutto, può infiltrarsi in diverse modalità e frequenze, ad esempio per alluvioni, piogge copiose, perdite fognarie o di reti di acqua potabile. 

I terreni e le argille a contatto con l'acqua si rigonfiano come una spugna e aumentano il loro volume (effetto imbibizione). Al subentrare delle stagioni più calde, maggiormente con la siccità, i volumi infine si ritirano e conseguentemente diminuiscono (fenomeno di essiccamento). Questo comportamento ciclico ad “effetto spugna” può senza dubbio interferire con il delicato equilibrio della fondazione, e conseguentemente anche con le strutture del costruito fuori terra. Quando questo stress diviene insopportabile, l'edificio dapprima si deforma e poi collassa, cedendo. 

A seguire, ecco comparire inesorabili i sintomi della “malattia”. Ecco i principali, da tenere monitorati con assiduità. 

1. Lesioni sui muri. 

2. Lesioni sui pavimenti. 

3. Avvallamenti o rigonfiamenti sui pavimenti. 

4. Difficoltà ad aprire e chiudere porte e finestre. 

5. Rumori secchi e improvvisi di rottura. 

In particolare, le pareti si fessurano generalmente secondo uno schema tipico in diagonale e seguendo i giunti della muratura. Le lesioni principali possono poi essere accompagnate da fessure orizzontali sotto le armature dei solai, oppure da fessure verticali in corrispondenza dei cambiamenti di materiali. Possono infine propagarsi alle pavimentazioni, e siccome riguardano l’intero spessore del muro possono generare infiltrazioni d’acqua che, col formarsi del ghiaccio, peggiorano ulteriormente il quadro. 

Il prossimo articolo illustrerà alcuni semplici accorgimenti di buona manutenzione del costruito per prevenire l'insorgere di questi fenomeni.

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